Poesie di Giuseppe Capoluongo
Non privarmi
Non privarmi del tuo sorriso,
usami ancora la tua gentilezza,
fammi dono delle tue carezze,
mostrami ogn'ora la tua tenerezza.
Vivo solo di tutto quanto è tuo,
e mi accorgo di essere felice.
Non so volare senza le tue ali,
non so vedere senza gli occhi tuoi,
tutto quanto mi è inutile da solo,
superflua ogni idea che tu non sia.
Come il mar muove l'onde sotto il vento,
la mia barca non veleggia per la via,
galleggia dentro un mar d'ipocrisìa,
laddove vive sol chi ha più energia.
Sei l'aria, il respiro, sei la vita:
ove finisse il moto così anch'io
sarei carretto inutile e in disuso,
mi mancherebbe il morso del cavallo
e mollerei le redini al destino.
La palla
Era solo una palla
Saltellava sospinta
dai piedi, dalle mani,
dal corpo.
Dietro di lei i bambini
e il filo dei miei pensieri.
Rotolava nelle spire del tempo,
superava i ricordi più tristi,
s'adagiava nelle pozze gioiose,
s'inzaccherava nei possibili "se"
a ritroso nelle antiche speranze
laddove ancora sei tu.
Mi tenevi per mano,
saltavi,
gridavi nel cielo la gioia,
la voglia che avevi di vivere,
cinguettavi anche tu tra le fronde
e ti amavano i gatti ed i cani,
e il mio cuore ancora bambino.
Va la palla fuor dal giardino
e scompare come tu nei miei occhi
inumiditi dal rimpianto di te
che ti sei nel mondo
smarrita.
dal libro "Come un granello di sabbia - Raccolta" di PensieriParole Staff