Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Pensionato, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi, in Diario e in Preghiere.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Ritorniamo nei musei della storia
per ritrovare le radici perdute
rileggere il nostro passato
dimenticato come un cane
in agosto.

Il dito d'Adamo tocca quello di Dio,
le ali di Samotracia volano nel buio,
il sorriso della Gioconda ci umilia,
mentre Goya fucila l'umana follia
in un grido.

Sotto i monumenti del passato
giace l'anima dell'uomo moderno
rotta da colori e linee violente
aspettando l'equilibrio maturo
sotto le stelle.

Ritorniamo a leggere la Bibbia,
navighiamo con Ulisse nell'ignoto,
scendiamo con Enea negli inferi
Dante ci svelerà il Paradiso
con una nuova Beatrice.

Ritorniamo nel museo dell'uomo,
ripuliamo guerre e rancori.
Le Piramidi attirano l'universo,
il Colosseo è il pozzo dell'anima
con lacrime e sete di eterno.
Giuseppe Bartolomeo
Composta mercoledì 31 gennaio 2018
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Dietro vetri appannati
    dal fiato di una notte gelida
    intravedo un cielo celestino
    spiando il sole nascente
    in attesa del miracolo
    della luce
    che lenta si accende.

    Tutto tace in quest'ora
    di silenzio mattutino
    di pace

    i passeri non volano nel cielo
    ogni tanto una finestra s'accende
    salutando il giorno.
    Il bus cittadino inizia la sua corsa
    con poca gente
    svegliando il giorno
    che ancora dorme
    per il duro freddo.

    Ho scritto una lettera sul vetro
    non ricordo se era la a o la z,
    la prima o l'ultima di sempre.

    Ogni mattino ci richiama alla vera vita
    se ancora siamo vivi,
    perché se morti altri scriveranno
    l'ultima lettera
    sulla nostra tomba.
    Giuseppe Bartolomeo
    Composta mercoledì 28 febbraio 2018
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Un lontano abbaiare di un cane senza padrone
      rompe la quiete gelida di questo giorno.
      Le foglie si muovono come tante farfalle
      sfruttando le ultime ombre
      in attesa della sera.

      Presto cadranno per baciare la terra
      tomba di vita di tante voci spente.

      Il cane continua il suo pianto triste
      il padrone chissà dove si trova o dove piange
      per aver perduto il pane e il suo lavoro.

      In questi tempi di crisi i ricchi sono più ricchi
      i poveri gironzolano come cani in cerca di ossa:
      uomo e cane si comprendono
      nel dolore e nella fame.

      Il mattino avanza in un cielo limpido,
      l'inverno s'irrobustisce con il freddo.

      Il cane rantola sempre più sommesso
      per la mancanza del suo padrone
      oggi assente.

      Ci sarà una ragione
      quando la solitudine si fa presente.
      Giuseppe Bartolomeo
      Composta mercoledì 28 febbraio 2018
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Sono nato sulla madre terra
        a contatto d'un respiro antico,
        all'ombra di un muro diroccato
        ascoltando il cuore e le ferite.

        Mi ha baciato la luce di ieri
        mi ha abbracciato anche il domani.
        Il mio primo vagito è nel giorno
        in cui nacqui in attesa del tramonto.

        Sono figlio della madre terra
        piena di profondità sconosciute.
        Forse un fauno sarà mio padre
        o un Dio di foreste sconosciute.

        Camminerò su nuvole del cielo
        ascolterò i venti d'oltremare
        maturerò con i frutti tropicali
        per dare un seme alla vita.

        Sono nato sulla madre terra
        a lei ritornerò con mani vuote.
        Grazie per quello che hai fatto
        in quest'uomo senza rancore.
        Giuseppe Bartolomeo
        Composta giovedì 30 novembre 2017
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          La tua voce profonda nella sera oscura
          scolpisce statue di silenzio nel vento.
          Rimbombano tristi i tamburi aragonesi
          dietro le finestre che hai aperto dentro.

          Allunga la tua mano all'ombra del cipresso,
          afferra l'alito di vita racchiuso nell'ombra,
          ascolta la bimba che matura nell'offerta
          della tua verginità da madre sofferta.

          La tua voce profonda nella sera oscura
          ascolta il sibilo del biblico serpente,
          i voli senza sosta dei corvi di noè,
          la breve risposta della bianca colomba.

          Affrettati a carpire il cielo azzurro,
          racchiuso negli occhi di tua figlia,
          forse domani apriranno la porta
          a un nuovo museo della vita.
          Giuseppe Bartolomeo
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Le porte della nostra vita
            sono state aperte
            da mani divine
            quando il mondo era bambino.

            Il tempo ha poi sparso polvere
            caduta dal cielo
            per abituarci a sognare
            volando
            come nuvole
            senza frontiere.

            Abbiamo appreso a navigare
            parlando con le stelle
            ascoltando il ruggito
            dei tuoni
            lavandoci con le gocce
            dell'acqua
            scaturita da dure
            rocce.

            Le porte si chiuderanno
            per ciascun uomo
            senza rumore
            al momento giusto
            dietro di noi.

            Signore,
            ci conoscerai
            quando busseremo
            alla nostra ultima
            ora?
            Giuseppe Bartolomeo
            Composta venerdì 23 marzo 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              La liturgia della vita umana
              è un inno alla sapienza
              un canto senza fine
              un maturare lento
              un grazie
              immenso.

              Siamo accompagnati ogni giorno
              da note di organi celesti
              voci bianche innocenti
              da rintocchi di campane
              voci di muezzin
              odori d'incensi
              orientali.

              Quando la preghiera diventa estasi
              con mistiche fughe dell'anima
              senza peso terrestre
              allora la leggerezza
              del soffio divino
              ci libera dalle zavorre
              nascondendole
              sotto arcate di monasteri
              celesti.

              L'anima spicca il volo
              nella luce che non acceca.
              È una piuma
              che si adagia
              nelle mani aperte
              del nostro Dio Trino
              che ci aspetta.
              Giuseppe Bartolomeo
              Composta giovedì 15 marzo 2018
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Signore,
                siamo sbocciati in un ventre di silenzio
                come un fiore nascosto nel bozzolo
                in attesa di aprirci alla luce della storia
                con vagito umano di quel Tuo
                primo giorno.

                Vanno passando lenti i giorni e gli anni
                ci vanno maturando
                al bello e al brutto
                alle ombre benigne e al calore del sole
                ai sorrisi di bimbi
                e alla morte dei fiori.

                Ma chi ci rende veri uomini e vere donne
                sono i messaggi maturati
                difronte al Tuo puro silenzio
                nella matura solitudine della natura
                che respira
                regalandoci intime voci
                che ci regala la vita.

                L'intimo silenzio è la casa misteriosa dell'uomo
                il luogo delle tante note musicali
                che ci cullano
                il lieve respiro di esseri celesti
                che ci guidano
                nella lenta salita alla montagna
                soli
                in cerca di Te,
                Signore.
                Giuseppe Bartolomeo
                Composta mercoledì 7 marzo 2018
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Grazie Signore
                  anche oggi vedo che sono vivo
                  aprendo gli occhi a questa vita.

                  Potrò cantare sotto il cielo,
                  ascoltando fiori e passi d'uomo
                  camminerò sul selciato
                  baciato dalla luce
                  e voci conosciute.

                  Stringerò le mani degli amici
                  bacerò anche oggi la speranza.

                  Abbiamo una sola opportunità
                  per vivere bene la nostra vita:
                  cerchiamo di capirla
                  prendendola per mano
                  senza mai ferirla.

                  Lei ci condurrà su strade solitarie
                  piene di fiori profumati
                  aprendoci le porte
                  per salutare in armonia e pace
                  questo nostro mondo
                  che ci accoglie
                  e tace.
                  Giuseppe Bartolomeo
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

                    Settimana santa dell'uomo

                    Bocciati furono Adamo ed Eva
                    nel loro primo giorno insieme
                    quando un serpente intelligente
                    distrusse la loro armonia
                    desiderando un frutto
                    troppo terrestre.

                    Un morso alla mela
                    di un albero maturo nel giardino
                    ruppe il silenzio celeste di due cuori ardenti
                    nati d'improvviso dalla fantasia divina.
                    L'uomo e la donna
                    dopo millenni fuori del giardino
                    conobbero il silenzio di Dio
                    l'ululare delle belve feroci
                    la tristezza della solitudine umana
                    calpestare con piedi scalzi
                    la loro muta creta
                    il dolore senza volto
                    della propria morte.

                    Ma da questo duro castigo
                    nacque un Uomo Nuovo
                    nel grembo di una Donna Sola
                    con il soffio vitale di un Dio Trino
                    fattosi Bambino sotto questo cielo azzurro
                    di questa Terra colorata
                    in un universo oscuro.

                    Mistero della vita
                    allegria di un nuovo mondo
                    nato dalla verginità di una Donna
                    visitata da Re, angeli e pastori
                    per poi finire adulto
                    con una corona di spina
                    sulla nuda croce.

                    Terra e cielo tremarono
                    di paura e spavento.
                    La storia dell'Uomo non finì
                    sul Golgota
                    ma nel bianco fulgore
                    di un Uomo Risorto
                    per amore.
                    Giuseppe Bartolomeo
                    Composta mercoledì 28 febbraio 2018
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