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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

Le stagioni dell'amore

Un cuore ferito da una freccia
su tronco bianco di pioppo
ci richiama la giovinezza:
amore dolce di primavera.

Insieme su spiagge tropicali
camminiamo sotto il sole
bruciando l'estate e i furori.
Innamorati e carichi d'anni
guardiamo passare i calendari
marcati con i passi dei figli.

Siamo sempre due sotto il cielo
aspettando la pioggia e le stelle.
Cadono le foglie, l'albero è spoglio,
è arrivato anche il nostro autunno.

Il sipario si apre su orizzonti
dove noi due siamo le ombre.
Noi camminiamo ancora insieme
come l'edera che ricopre il muro.
Insieme abbiamo creato un giardino
pieno di rose, crisantemi e rosmarino.

Finalmente è arrivata anche la neve:
tutto è pulito come il silenzio,
i nostri baci sono carezze dell'anima,
i nostri occhi lo specchio del tempo,
le nostre mani ceste di offerte.
È arrivato anche il nostro inverno.

I furori ormai sono onde tranquille,
il cuore è maturato con gli anni
nel giardino è sbocciato l'amore.
che cresce con le stagioni
e matura solo quando si muore.
Composta mercoledì 23 novembre 2011
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Rintocca con il pendolo il tempo
    fatto carezza sempre in attesa.
    La memoria va galoppando
    in abbracci trascorsi in fretta
    ma freschi come ieri.

    Gli anni passano sulla pelle
    lasciando solchi di esperienza.
    L'amore sboccia nel cuore
    come la primavera in un fiore.

    Camminiamo insieme nella vita
    rivivendo negli occhi della figlia.
    La foglia appassita cerca la terra
    per rinascere a nuova vita.

    Rintocca con il pendolo il presente:
    sono passati molti anni:
    i fantasmi volano con il vento.
    Il nostro amore ha messo radici
    nel giardino del tempo.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

      Ricordi nel tempo

      Con il rumore della vanga
      avanzava il giorno.

      Il canto della vita
      s'adagiava sull'erba
      tessendo col sole
      una tunica bianca.

      La vanga continuava
      la sua lenta preghiera.
      L'uomo ascoltava la zolla
      feconda di pane.

      La donna del paese
      canticchiava col vento
      una ninna nanna
      a sapore di sale.

      Si baciava la terra
      con piedi scalzi
      e mani di callo.

      Ci pulivamo la faccia
      guardando lontano.
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