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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Anche le colombe bevono alla fonte
dopo aver beccato l'ombra dell'uomo
su strade cittadine sempre piene
di gente e mendicanti di mestiere.
Un vecchio guarda l'acqua cristallina
zampillare sempre uguale nella vasca.
Ricorda i suoi vent'anni passeggeri
scendere dal monte alla valle.
Le colombe l'accompagnano nel ricordo
volando, beccando, saltellando
dietro la sua ombra altera
appoggiata al bastone della speranza.
Anche le colombe bevono alla fonte
in questo pomeriggio di San Valerio
senza vento, né pioggia, ne neve
ma con un "roscón" e una sopresa.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

    Sere di maggio

    Due note di chitarre al vento,
    un volto di ragazza modello,
    un grido affisso alla parete,
    tanta malinconia dentro.

    È un pomeriggio di maggio
    coi davanzali pieni di fiori
    un sole che sa di primavera
    un invito alla preghiera.

    Due passeri beccano l'amore
    su albero di foglie fresche.
    Una colomba cerca l'amico
    perduto su grondaia deserta.

    Il polline volteggia nell'aria
    è un girotondo di baci.
    Nascerà una vita nuova
    in queste notti di maggio.
    Composta mercoledì 13 maggio 1992
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Si odono suoni di tamburi
      in quest'Aragona piena di vento.
      Qui si vive la Pasqua
      rompendo l'alba nascente.
      Senti respirare la morte
      sotto arcate di pietre
      e di silenzi.

      L'eco dei tamburi penetra
      nel sangue e morde
      come un grido di speranza.

      È la cadenza della vita
      o l'occhio vigile della morte?

      Nella sera camminano
      uomini vestiti di penitenza.
      Rimbombano le pelli di toro
      in trombe di risurrezione.
      È la pasqua di un popolo
      credente e cristiano
      incappucciato nel proprio passato.

      Sono statue piene di silenzio
      a battere il selciato
      di un cammino eterno.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Sulla pietra
        dorme il mio mattino.
        Fammi di luce queste mani
        scolpite in ebano puro.

        Sulle foglie secche
        dorme la mia sera.
        Fammi di pace
        questo volto stemprato
        d'acque piovane.

        Scendo con i miei occhi
        in grotte fatti di voli.
        La rondine è il mio cuore
        nell'azzurro.

        Non corro più su burroni lucani
        per dare caccia a gridi nostrani,

        Mi fermo su monti di neve
        aspettando il fungo che nasce
        insieme al mio sogno.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Ho scelto una dimora sui bianchi monti.
          La caverna dove giace la mia voce è nuda.
          Qui ascolto il pianto delle foglie,
          frugo con mani di neve
          in profondissima pace.

          Non dico nulla all'anima sospesa
          dove il corpo è vento
          giocando in attesa.
          Aspetto l'avventura
          racchiusa nel respiro della luce.

          Quando la vita affonderà il suo grido
          nei cieli del mattimo
          uscirò dalla caverna nuda
          per ascoltare il sole
          steso sulle rocce
          rubando i segreti della luna.

          Ascolterò l'albero esposto sui canali.
          Su scorza di quercia secolare
          attaccherò una foglia secca
          simbolo di un giorno
          vissuto in fretta.

          Poi entrerò nel cavo di un ulivo
          dove penetra la pioggia lentamente.
          Quando la notte penetrerà col vento
          chiuderò nel guscio d'una noce
          il volto senza tinte
          di un'anima vuota.
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