Poesie di Giuseppe Bartolomeo
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Si è ancora immaturi alla vita.
Il sole continua il suo corso,
gli occhi sono pieni di giorni
perduti a guardare le mani
bagnate di notte.
Cosa si spera nel mattino?
La vita si allunga sui monti,
il cuore si rannicchia all'ombra.
È meglio vivere meditando
poggiati a tronchi di cristallo.
Ascoltiamo il severo messaggio
quando l'acqua scende violenta
nel fiume in piena.
Soli davanti al camino acceso
il gatto insegue le fiammelle,
il fuoco si riempie di silenzio
mentre la nostra vita matura
e ci aspetta.
Ascoltare le montagne
Ascoltare le montagne in silenzio
è vivere l'innocenza del tempo,
tradurre messaggi secolari,
volare su ali bianche di uccelli.
Camminiamo su montagne di ieri
cercando nidi di pace.
Cerchiamo la speranza nel domani
con il tozzo di pane di oggi.
Siamo l'uomo di sempre:
col segno di Caino in fronte,
il sangue di Abele nella vigna,
la torre di Babele negli occhi.
Ascoltare la pace della montagna
richiede un cuore di bimbo,
gli occhi di una madre vera
e il silenzio racchiuso in un'eco.
Preghiera
Non guardarmi, mio Dio,
come il sole in pieno giorno,
come il mattino guarda il mare
quando l'onda batte sullo scoglio.
Guardami in un'ora inconsueta della luce,
in un'ora di pieno silenzio
quando il dolore è pace.
Non voltarmi le spalle
Quando crocifiggo il giorno.
La notte ha perduto la battaglia,
l'ombra muore sotto il muro
quando spunta l'alba.
Guardami con il tuo sorriso
Più che lo specchio il mio volto.
Quando il chiarore si chiude nel cuore
Temo il silenzio fatto parole.
Non abbandonarmi, Signore.
Conosco le tue mani e le tue spine,
conosco molto strade aperte.
Sono foglia che vacilla
con il vento della sera.
Guardami, Signore della luce,
quando gli occhi ti cercheranno
sotto un cielo senza più stelle.
Preghiera alla Luce
Abbiamo conosciuto la tua voce, Signore.
Il nostro essere opaco s'illumina
della tua chiarezza.
Nel mattino già vola incontro all'alba
la bianca colomba.
Il mare respinge le onde buie
negli antri degli scogli.
I cactus induriscono le spine
con l'avanzare del giorno.
Solo noi uomini attendiamo la luce
nelle piazze sperdute.
Cerchiamo il pane nei gridi delle strade.
Venga incontro ai nostri gridi la tua luce.
Il cielo si abbassi fino a terra
per plasmarci di pace.
Signore, noi conosciamo la nostra vita
lavata insieme ai panni del bucato
con la cenere cotta sul fuoco.
Ma tu lavaci e fa che spariscano
le nostre orme sulle scale del dolore.
Quando vedi gli uomini correre alla guerra
inseguili e fa che ascoltino la voce
della terra che nasce e muore con l'erba.
Non allontanarti, Signore,
siamo uomini fatti di pietra
non tratteniamo la luce.
Trasformaci nel silenzio del tuo giorno,
che la colomba becchi all'alba
i nostri cactus e si trasformino in vita
in pieno mattino.
Sul mare
La sera guardo il mare
sale una preghiera.
Seduto sullo scoglio
vedo l'onda che batte.
Sulle ciglia del giorno
un guizzo di ali
cerca la luce.
L'acqua gioca con l'arena,
il tempo guida la voce
nell'azzurro.
La vita è chiara
come l'onda che s'infrange
sulla riva della sera.