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Le migliori poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Al tramonto scenderò a baciarti
come le onde del mare l'arena
sospesa nei tuoi capelli.
Scenderò con la luce del giorno
nell'abisso della notte
per sentire battere il tuo cuore
assaporando un bacio d'amore.
I colori del tramonto sono rimasti
nei tuoi occhi, trasformati
in una lacrima di tenerezza.
Sentirò il tuo silenzio
maturato in anni di convivenza.
Insieme abbiamo dipinto un'acquerella
sui muri della nostra vita.
Siamo nati in due sotto palme africane,
siamo nati liberi con le gazzelle,
abbiamo spiccato il volo con le cicogne
e da due siamo rinati nel tre.
Oggi al tramonto guardiamo il nido vuoto
in attesa che un altro bacio d'amore
faccia sbocciare un nuovo fiore.
Al tramonto scenderanno a baciarci
prima che la nostra barca varchi l'orizzonte.
Anche loro saranno in tre a spingerci
con una lacrima in una luce
senza tramonto.
Composta martedì 1 settembre 2009
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

    A un amico mozambicano

    Viveva con il vento
    ascoltando nenie antiche
    sotto palme del tempo.
    Camminava con la pioggia:
    un pezzo di pane
    con farina di banane
    e un ritornello
    nato fra la gente.
    Dormiva sotto le stelle
    con le croci del sud
    negli occhi e una canzone
    nata guardando i bufali
    masticare la notte.
    Sognava con l'aurora
    nei forti tramonti
    col rosso del cuore
    e il bianco della morte.
    Era mezzo cieco
    sotto il sole zambesiano
    con la musica nelle vene
    e un cristo nelle mani.
    Non so più niente
    resta solo il suo nome
    perduto nei ricordi.
    Sulla sua tomba
    rumori di tamburi
    e una musica senza
    ritorno.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      I simboli sono rimasti nel labirinto
      perduto nei giardini della memoria.
      Il fuoco degli dei del tempio
      è nascosto nelle ceneri del tempo.
      Quanti sacramenti sono diventati tabù
      nel cuore di una folla
      che non crede più!
      Portiamo negli occhi i segni ancestrali
      li decifriamo con il filo d'Arianna,
      ma restiamo muti sotto i monumenti
      non comprendendo quello che hanno dentro.
      Abbiamo visitato prematuri la luna
      mentre altri la venerano di notte.
      Mettiamo il corpo allo scoperto
      nascondendoli in giornali
      senza rispetto.
      I simboli sono rimasti nel labirinto
      di migliaia di giornali morti.
      Ho visto gli uomini stanchi
      di pornografia e miti rotti.
      Ritorneremo a salpare con Ulisse
      su mari di Sirene e Ciclopi.
      Rinasceremo come nuovi dei
      maturando con umani misteri.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        All'ombra d'una chiesa romanica
        in questi alti Pirenei aragonesi
        suona una melodia d'organo antico
        che cura i miei strani pensieri.

        I capitelli giocano con la luna
        il rosone è una gran girasole
        gli archi cadenzano una fuga
        che cade dalle finestre col sole.

        Gli occhi frugano nella penombra
        accarezzando una pittura arcana
        da secoli perduta in due colori
        il rosso e nero della fatica umana.

        All'ombra d'una chiesa romanica
        con le note d'un organo antico
        mi piacerebbe salutare il giorno
        l'ultimo giorno della mia vita.
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