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Scritta da: Silvana Stremiz

Canzone di nozze

Guardi la vostra casa sopra un rivo,
sopra le stipe, sopra le ginestre;
ed entri l'eco d'un gorgheggio estivo
dalle finestre.
Dolce dormire con nel sogno il canto
dell'usignuolo! E sian sotto la gronda
rondini nere. Dolce avere accanto
chi vi risponda,
sul far dell'alba, quando voi direte
pian piano: È vero che non s'è più soli?
Sì, sì, diranno, vero ver... Che liete
grida! Che voli!
Sul far dell'alba, quando tutto ancora
sembra dormir dietro le imposte unite!
Sembra, e non è. Voi sì, forse, in quell'ora,
madri, dormite.
Sognate biondo: nelle vostre teste
non un fil bianco: bianche, nel giardino,
sono, sì, quelle ch'ora vi tendeste,
fascie di lino.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Il gelsomino notturno

    E s'aprono i fiori notturni
    nell'ora che penso à miei cari.
    Sono apparse in mezzo ai viburni
    le farfalle crepuscolari.

    Da un pezzo si tacquero i gridi:
    l sola una casa bisbiglia.
    Sotto l'ali dormoni i nidi,
    come gli occhi sotto le ciglia.

    Dai calici aperti si esala
    l'odore di fragole rosse.
    Splende un lume la nella sala.
    Nasce l'era sopra le fosse.

    Un'ape tardiva sussurra
    trovando già prese le celle.
    La Chioccetta per l'aia azzurra
    va col suo pigolio di stelle.

    Per tutta la notte s'esala
    l'odore che passa col vento.
    Passa il lume su per la scala;
    brilla al primo piano: s'è spento...

    È l'alba: si chiudono i petali
    un poco gualciti; si cova,
    dentro l'urna molle e segreta,
    non so che felicità nuova.
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