Scritta da: Giovanna Nigro

A mio padre

Mi tornano alla mente
quelle grida
di un padre morente
e affiora pungente,
come lama di spada,
quel dolore latente.

Obliare, non pensare:
mio papà non c'è più.
Il grande spazio affettivo,
amorevolmente da lui occupato,
resta vuoto,
di un vuoto incolmabile.

Tutto è sospeso
tra la vita e la morte
i ricordi e la cruda verità.
Ti voglio bene
Papà.
Giovanna Nigro
Composta domenica 3 gennaio 1993
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