Poesie di Gianluca Menegazzo
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Non posso pensare a quel futuro,
quell'ignobile momento di vita che sta cambiando,
fino a ieri sentivo il tuo battere caldo del cuore,
oggi la triste notizia della malattia
ha cambiato inesorabile le mie aspettative
il mio futuro con te
non so dove si arriverà
ovunque sia sarà un dolore immenso
Sarò forte per te, ma sto soffrendo tantissimo,
non vedrai mai una lacrima, fino alla fine.
Per te
Per te che mi regali quell'immenso piacere nel sapere che sei qui per me
per te che illumini i miei sorrisi
per te che il mio confronto è sempre il tuo punto da analizzare
per te che ogni giorno che ti svegli con il sorriso mi dedichi il primo pensiero
per te che sorridi pensando che un articolo in vetrina su di me sarebbe buffo
per te che un vestito da sera potrebbe farmi girare la testa con la tua sensualità
per te che non vedi l'ora che il mio primo pensiero sia tuo
Per ogni cosa che semplici parole dal nobile significato
non possono spiegare
per tutto il bene e l'amore che mi dimostri
per ogni cosa che intorno a te diventa più bella
... semplice e concisa, Ti amo.
L'inizio della fine
Era una bella giornata così semplice così normale,
d'improvviso la luce si spense
come se un sonno improvviso ha colpito i miei pensieri
con la differenza che gli occhi sono aperti
ma cosa succede, ho paura
le gambe crollano, lo sforzo di tenerle tese è immane
vedo davanti gli occhi il pavimento che si avvicina
le braccia non si alzano
sono caduto
sento il freddo sul viso
non ho sentito l'impatto
la respirazione è strana
non controllo più il mio corpo
ho paura
il cuore batte ma molto irregolare
gli occhi si stanno chiudendo
non posso controllare neanche quelli
mi gira tutto quanto
sento lo stomaco in gola
la pelle mi brucia
il silenzio totale copre il mio dolore
sento che grido di forza ma non esce niente
il fiato si accorcia sempre di più
ora sono senza respiro
a provo ad alzare le spalle.
La stanza
Giravo in quella stanza, cercando via d'uscita, ma tal struttura non presentava ne porte ne finestra, chiuso nel mio oblio la via di fuga era persa...
Il ricordo di quella libertà che fugace accarezzava i miei giorni,
in quella gioventù così lontana che la mia memoria a mala pena riaffiorava,
Oggi scontrosa distrugge quella gioia che velo nell'anima di ritornare a quei fieri anni,
chi mi è vicino dimostra con molta sapienza di comprendere questo vuoto che mi circonda,
ma nessuno sa spiegare dove siano finite quelle robuste porte che mi conducevano fuori,
quelle finestre che trasparenti mi regalavano ad ogni occhiata lo stato del mondo.
Oggi sono solo qui, come un animale appena ingabbiato cerco via d'uscita controllando ogni angolo,
guardo il soffitto nella speranza che il blu del cielo risplenda di nuovo sulla mia testa.
Scruto il pavimento con certosina attenzione qualche mattonella sicuramente nasconde un segreto,
come in ogni eroico film la speranza si sposta sempre su piccolezze che ignobili perdiamo nella vita.
Nulla ancora si profila come la nuova speranza, la nuova luce la nuova gioia,
il tempo passato qui dentro sembra ripetersi ciclicamente, quasi da generare vertigini.
Questa solitudine mi da la grande possibilità di ritrovare pace con la mia anima,
scorgere dentro ogni respiro con gli occhi chiusi, cosa veramente ho perso di me
senza che il peccare di presunzione guidi la mia autovalutazione.
La stanza senza pareti e finestre
E giravo in quella stanza, cercando via d'uscita, ma tal struttura non presentava ne porte ne finestra, chiuso nel mio oblio la via di fuga era persa.