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Poesie di Gianluca Cristadoro

Funzionario (Ingegnere), nato giovedì 15 agosto 1968 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Gianluca Cristadoro

'Na pupa 'ncocciata

A 'na pupa ‘ncocciata pe’ quer freddo che rodeva
je vorzi di' 'n ber ggiorno che tanto me piaceva,
e che quer muso lungo da la capoccia a tera,
pe' laghi, mari e monti più mejo nun ce n'era.

Pe' gnente io la cagno, ne' ori o lussi arquanti,
perché c’ho drento ar core de desideri tanti,
perché nun posso vive de pianti e de tristezze
nè d'artre pupe affatto guardanno le bellezze.

Alla mia pupa 'nvece je vojo dì 'na cosa:
me piacerebbe tanto de prennete pe' sposa.
Ma er tempo nun è ggiusto, de certo nun conviene
e 'ntanto me consolo volendoje più bene.




Ad una ragazza raffreddata per quel freddo che mordeva
volli dire un bel giorno che tanto mi piaceva,
e che anche cercando per laghi, mari e monti,
non avrei trovato un volto più bello del suo.

Per nulla io la cambierei, né ori, né lussi di alcun genere,
perché dentro il cuore ho tanti desideri,
perché non posso vivere di pianti e di tristezze
né guardando di altre ragazze le bellezze.

Alla mia ragazza invece voglio dire una cosa:
mi piacerebbe tanto di prenderti per sposa.

Ma non è ancora il momento giusto, di certo non conviene
e intanto mi consolo volendole più bene.
Composta sabato 5 settembre 1998
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    L'ottametro della vita

    Gioco a scacchi con la vita.

    Dura a lungo la partita
    d'un modesto giocatore
    contro chi d'ogni colore
    ne ha già viste ed or m'omaggia
    della sua presenza e saggia
    la mia tempra forte e forgia
    di pensieri e intenti l'orgia.

    Predispongo piani e mosse
    Ne ho già prese di percosse.

    Quella guarda e mi sorride.
    Mille vite d'altri vide.

    E d'un tratto il suo sorriso
    fa una smorfia e muta in riso.
    Pare quasi un burlamacco,
    poi mi fissa ed urla "Scacco!".
    Composta venerdì 17 gennaio 2014
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Finale a scelta

      Ripongo il mio pongo
      nel vaso del Congo.
      Lì ho preso un bel bongo
      suonarlo poi fingo.
      La mucca non mungo,
      mi mangio un buon fungo.
      Con l'ago mi pungo.
      Nel lago mi tuffo,
      di blu trovo un puffo.
      Il resto acqua gialla.
      Mi fa stare a galla.
      Da qui più non esco.
      No, non ci riesco...
      Glu glu, non respiro.
      Mi giro e rigiro.
      Vò sempre più a fondo.
      Bye bye triste mondo.

      Finale A

      In fondo t'ho amato.
      Nel fondo scordato,
      per mesi e per anni,
      Né pene e né affanni.
      Né lodi e memoria
      per chi non ha boria,
      per l'animo puro
      che suona il tamburo,
      che nulla ha mai chiesto.
      Per chi non più mesto
      sul fondo ormai giace.
      Riposi là in pace.

      FInale B

      Ma tutt'ad un tratto
      mi sento sottratto
      da vortice ed onde.
      Mi rialzo e le sponde
      del lago salmastro
      rivedo ed un mostro
      di spalle mi scruta.
      Non ho più la muta.
      Ghignando m'osserva.
      La cosa mi snerva,
      ma adesso è finita
      gli devo la vita.
      Composta giovedì 16 gennaio 2014
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