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Poesie di Gianluca Cristadoro

Funzionario (Ingegnere), nato giovedì 15 agosto 1968 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Gianluca Cristadoro

L'era dell'oro

All'era dell'oro
la lira era loro.
All'era dell'euro
la lira era loro.
Allora dall'ira
l'eroe con l'alloro
la lira con l'oro
a loro levò.
Ma loro la lira rivollero
e allora l'eroe
con l'alloro né oro né euro
più a casa trovò.
Morale fu allora
che lira e che l'oro
tornarono a loro.
Lallira lallero
Lallira lallà.
Composta domenica 6 luglio 2014
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Itinerari notturni

    Domande che m'intridono sinapsi
    Non bastan ad indurmi della stipsi.

    L'adultera s'adultera da adulta?
    E la rabbia muta in scabbia?
    O si cela nella sabbia?

    È questo che mi chiedo
    se bevo o se mi siedo.

    Mentre trebbiatrice trebbia,
    lavorando nella nebbia.
    Navigando nello spazio
    mi ritrovo dentro il Lazio.

    Passo prima da Viterbo
    dove l'oste per me ha in serbo
    una zuppa fave e ceci.
    Vi rimango giorni dieci.

    Scendo giù e mi faccio un bagno
    a Bracciano e non mi lagno.
    Passo un attimo per casa.
    La famiglia ancor riposa.

    Per l'eterna città vago
    fugo appena acceso rogo
    nel bel mezzo di quel campo
    ch'è di fiori e non da scampo.

    Ad Ariccia vile miccia
    fa saltare la salsiccia.
    Sana invece è la porchetta
    se non usi la forchetta.

    Discendendo a Casamari
    non mi allaccio gli alamari
    recitando una preghiera.
    L'Abbazia mi guarda fiera.

    A Cori i coriandoli andò' li trovi,
    Li trovi nei rovi rovistandoli.
    Ad Ovindoli e Rivisondoli
    i gerundi son pungoli
    che sconfinano in Abruzzo
    con quel fare astuto e aguzzo.

    Risalendo su a Cassino
    mi sovvengono racconti
    di quel tempo un po' assassino
    che ha squassato mari e monti.

    Passo poi sul monte Viglio,
    lo spavento non mi piglio.
    Vedo gente giù che scia
    e mi sento a casa mia.

    Volo ancora e qui concludo
    atterrando in quel di Farfa
    mi riposo e non più sudo
    mentre l'occhio il verde arraffa.

    Quella luce mi risveglia
    guardo bieco quella sveglia
    che mi fa tornare in mente
    Ch'è mattina o bella gente!
    Composta giovedì 20 marzo 2014
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Er pavone

      Er satanasso se rivorse a me e me disse:
      "Tu te credi de me d'esse più bbono, de core e de faccia.
      D'esse spavardo e de fegheto avecce.
      Ma stamme a senti': Tu sei bbono sortanto
      a anna' 'n giro a fa' er pavone,
      a cerca de fatte 'na reputazione,
      a fa' crede all'artri che sei er mejo.
      Che nun te serve gnente e che da solo poi anna' avanti.
      Che nun vivi de nostargia e de rimpianti.
      Che co' la ggente ce sai fa'.
      Che conosci er monno e che a tutto poi arriva'.
      Bravo! Te meriti n'applauso.
      Tutti" n piedi a osanna "er campione.
      Noi pori cristiani miseracci,
      vestiti co' le toppe e 'n po' de stracci.
      Noi a urlatte tutti 'n coro - Li m***acci! -".
      Composta lunedì 17 febbraio 2014
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Una luce

        Abbandono un sentiero lungo e tortuoso.
        Sembrava senza sbocco e senza ristoro.
        Ho visto l'uomo cedere all'egoismo.
        Ho visto gente dal passo robusto avanzare, tirando dritto.
        Noncurante dei feriti ansimanti per strada e di me,
        fermo sul ciglio a ricucire gli strappi dell'anima.
        Ora vedo una luce in fondo al cammino.
        Vita nuova, nuove sfide.
        Con le stesse membra,
        con lo stesso cuore.
        Composta venerdì 7 febbraio 2014
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