Poesie di Gianluca Cristadoro

Funzionario (Ingegnere), nato giovedì 15 agosto 1968 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Scritta da: Gianluca Cristadoro

Senza perché

Incedo ondivago, senza certa meta...
A lungo mi soffermo
dinnanzi ad esortazioni di fanciulli.
Ti reclamano, non hanno freni.

Supplichevole invito a restare.
Di te non possono privarsi.
Ascoltano attenti
pensieri immeritevoli...
Destano il tepido compiacimento.

E ripensi ai tuoi giorni
che lievi si inseguono,
figli d'un tempo senza perché,
minuscoli frammenti
immersi in magma vaporoso.

Si incontrano con miriadi di vite,
stanche, deprivate di istinto,
ortodosse all'unica disciplina che li sostiene.

Riempiono sacche di oggetti e di atti,
di denari sudati, immeritati...
Lottano e gridano proprie nevrosi.

Celano lacrime oscure,
senza sogni e senza perché.
Gianluca Cristadoro
Composta mercoledì 18 settembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Li penzieri

    Na matina me svejatti
    e guardannome alla specchio,
    doppo colazzione (se capisce),
    me dissi a tu per tu:
    - e chi è mo' sto fregnone? -
    Poi, ner mentre che me rennevo conto
    ch'ero me mmedesimo (e chi artri?),
    annai avanti co' 'sto discorzo de consolazzione:
    - Ammazza... ta ritrovo vecchiarello...
    C'avevi er pelo roscio e mo' bianco ta ritrovi.
    Saranno li penzieri a avette rovinato.
    Se vede che ggnente ta rimbarza
    e te fai er sangue amaro p'ogni ccosa.
    Stamm'a sentì... lassa perde,
    mettete seduto e de la schiena er fonno riposa.
    Penza a li regazzini che te tocca ancora cresce...
    A tu moje che borbotta manco fosse "na pila de facioli,
    ar lavoro che te fotte e te fa rode...
    Penza a" ste cose...
    Ma voi sur serio a tutte daje retta? -
    Ce penzai du "secondi, poi ma riarzai e ma riguardai allo specchio.
    Aho! Nun ce crederete!
    Nun ereno ppiù bianchi li capelli...

    Ereno cascati tutti drent'ar secchio!"


    Traduzione

    Una mattina mi svegliai e guardandomi allo specchio,
    dopo colazione (si capisce),
    mi dissi a tu per tu:
    - e chi è ora questo sciocco? -
    Poi, mentre mi rendevo conto
    che ero me stesso (e chi altri?),
    andai avanti con il seguente discorso di consolazione:
    - Accidenti... ti ritrovo un po" invecchiato...
    Avevi i capelli rossi e ora ce li hai bianchi.
    Saranno stati i pensieri ad averti rovinato.
    Si vede che non riesci ad essere indifferente a nulla
    e ti fai il sangue amaro per ogni cosa.
    Stammi a sentire... lascia perdere,
    mettiti seduto e riposati.
    Pensa a bambini che devi ancora crescere...
    A tua moglie che borbotta come una pentola di fagioli,
    al lavoro che si prende gioco di te e ti fa irritare...
    Pensa a queste cose... Ma vuoi sul serio di tutte curarti? -
    Ci pensai per qualche secondo, poi mi rialzai e mi guardai di nuovo allo specchio.
    Ehi! Non ci crederete!
    I capelli non erano più bianchi...

    Erano caduti tutti dentro il secchio!
    Gianluca Cristadoro
    Composta venerdì 30 agosto 2013
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