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Le migliori poesie di Gianluca Cristadoro

Funzionario (Ingegnere), nato giovedì 15 agosto 1968 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Gianluca Cristadoro

Poeti e lacune

Leggo Saffo e mi fa un baffo.
Con Catullo mi trastullo.
Se con Saba tiro all'alba
di Montale me ne cale.

Penna poi il lirismo impenna
mentre la Merini insegna.

Per non dire poi di Dante
sommo il verso e virtù tante.

Di poeti folta schiera
leggo da mattina a sera.

Ma riuscire ad imitarli
non riesce senza tarli
e lacune risanare
del mio umile poetare.
Composta venerdì 25 ottobre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Ricordi d'estate

    Un saluto alla mamma,
    maglietta e calzoncini indossati in tutta fretta,
    Un marciapiede infuocato,
    una fontanella quasi ad ogni angolo di strada,
    profumo di pizza alle cipolle davanti al lungomare,
    vento di salsedine e sguardi rilassati,
    la nonna che mi prende per mano e mi accompagna sulla battigia,
    castelli di sabbia e castelli in aria,
    pensieri in libertà e vita spensierata,
    nessun bisogno, nessun affanno.
    Mondo incantato affossato dal tempo
    Ricordi muti, affogati nelle sabbie mobili dell'anima.
    Composta lunedì 15 luglio 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      L'alfabeto capriccioso

      A ci aprì la porta a lettere e parole
      B le fece scorta e furono due sole
      C le vide insieme e dopo starnutì
      D gli diede i dadi e poi lo compatì
      E si mise in mezzo e tutte ricongiunse
      F fece festa e un po' di fumo aggiunse
      G giocò di giorno e a sera riposò
      H restò muta ma a notte fonda urlò
      I trovò un imbuto e stretta scese giù
      L come Luna le vide da lassù
      M dalla mamma a casa volle andare
      N disse "No!" neanch'io voglio restare
      O fu assai sorpresa e tutte e due fermò
      P con la sua pappa gaudente si beò
      Q vi appese un quadro e quello non quadrava
      R dalla rupe giu giù si rotolava
      S silenziosa sul suolo su a strisciare
      T che tutti a tavola voleva per brindare
      U portò un po' d'uva e d'olio poi si ungeva
      V di venti veli vestirsi si voleva
      Z con la zebra al fin zuzzerellò.
      Composta sabato 16 maggio 2015
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro
        A te che sin da piccolo hai imparato a dire bugie per farla franca.
        A te che per farla a Franca hai detto che le bugie sono macchioline bianche delle unghie.
        A te che leggi il bugiardino e ti senti colto, colto... colto dalla voglia di buttar via la scatola delle medicine.
        A te che un giorno il babbo diede dei burattini e disse: "questi un giorno saranno persone... Comincia a fare pratica...".
        A te che ti diverti a giocare con la gente più di un bimbo con i suoi balocchi.
        A te che hai pensieri barocchi e una vita lineare.
        A te che ha una vita circolare e vigili su tutti tranne che su te stesso.
        A te che porti con disinvoltura i tuoi 30 kg di troppo.
        A te che vai al galoppo e per perdere 30 kg non bevi lo sciroppo.
        A te che ti fai sciroppare qualunque cosa perché guardi alla vita con occhi incantati.
        A te che prima o poi dal tuo mondo incantato finirai all'incanto.
        A te che hai bisogno di fuga.
        A te che sei malizioso e leggi una cosa per un'altra.
        A te che ti senti un Re respirando a pieni polmoni dall'alto di una cima.
        A te che non sei una cima, ma che per sentirti Re ti basta l'abbraccio dei tuoi bimbi...
        a te, sì proprio a te..., vorrei dire tante cose, ma non mi vengono le parole e, con ossequio, preferisco tacere.
        Composta martedì 4 novembre 2014
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