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Poesie di Giampiero Piovesan

PENSARE., nato domenica 29 agosto 1982 a OVUNQUE (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: il barbaro sognante
Una voce irriconoscibile

eppure è lei

i miei occhi guardano i suoi
vuoti
rapiti da quel momento estatico di passione

non vedo altro
solo quegli sguardi che accompagnano la musica e con essa i miei pensieri
i miei sogni con lei

lei dunque

che mi scava dentro
lentamente
invisibile
silente

si nasconde in me

ma quegli occhi...
si quegli occhi
e quella voce di magia
la fanno riaffiorare continuamente

sospesa in me...

che fare... scappare, non dire, non sentire né vedere...
ma quegli occhi
quella voce
tornano, ritornano
mi seguono fin dentro l'anima
aprano squarci di desiderio, dubbi, ritrosie e ripensamenti

rimango in disparte, di pietra
ma è tardi, troppo tardi
come lava scorre dentro di me
bruciandomi
senza sapere, senza capire forse senza volere
lei si scansa
schernisce la sua opera
io non posso reagire
annullo le mie difese
l'orgoglio si fotte
reagisco, mi compatisco
distruggo la sua immagine
ma ricado, affondo, sprofondo...
in quella voce
in quegli occhi
che mi vedono
mi sentono
muti, incoscienti, irreali
come sempre è l'amore
che provo per donne solamente immaginate.
Composta mercoledì 19 febbraio 1997
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    Scritta da: il barbaro sognante

    A letto

    Prima la notte.

    Attendo.

    Non respiro e guardo.

    Fremo.

    Vedo.

    Tremo.

    La vedo.

    In me succede...
    succede che il cuore sovrasta il ritmo della musica.

    Amo le sue parole dette all'ombra della notte
    sussurrate, non del tutto svelate.

    Labbra mi si avvicinano
    esprimono desideri
    che sono anche i miei.

    Lanciano preghiere
    spesso inascoltate.

    Ironizzano tutto con stupore calcolato.

    Io le fisso dolci, ubriache, "anestetizzate".
    Si è vero non ho ceduto.
    Perché rimasto sospeso in quel tempo
    imprigionato nella sua magia
    impresso nei suoi occhi.
    Non volevo finisse.
    Non lo credevo possibile.
    Invece
    Io la voglio guardare
    Voglio quegli occhi spietati
    Neri
    Voglio lei.
    Voglio te.

    Io le tocco la mano
    la penso mia
    la stringo.
    Mi fermo.
    Io non esisto.
    Esiste quell'unione.
    Surreale estasi.
    Stringo il suo corpo, lei
    L'anima dice mia, mia, mia
    Lei è mia
    Ma è un attimo
    Imprendibile e sfuggente
    Lei, credo sia il mondo
    Non il mio né di altri... solo il mondo
    La sua dimensione è il sogno
    e ieri mi è successo di viverlo per pochi istanti
    È una fantasia ricorrente
    che non si esaurisce né si realizza mai
    La sua bellezza è questa.
    Però se permetti io ti voglio.
    Fatti trovare per una sera, un giorno, per un anno o un secolo...
    Fatti vedere e questa volta rimanimi accanto.
    Io penso di averne davvero bisogno.
    Come posso darti una melodia se spargi note e fuggi via.
    Rimango impietrito
    congeli in me ogni speranza d'amore.
    Dammi la primavera ed io ti darò l'estate.
    Ed ora mi sveglio... è giorno
    non sei niente e nessuna
    Sei tutta la mia notte.

    E poi viene il buio.
    Composta venerdì 12 giugno 1998
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      Scritta da: il barbaro sognante

      12 Novembre

      Amazzone indomabile
      che tutto domina
      sia nel rosso
      sia nel nero
      sia nel cuore
      sia nella mente
      Il tuo corpo invecchia ed io con lui
      La tua indole è un ricordo senza tempo
      Il tuo destino un viaggio segnato dal dolore
      Ma la tua vita vive
      Si aggrappa all'amore
      Cade
      Si rialza
      Torna alla polvere
      Passa dal fuoco della rinascita
      e si accoppia con l'eterno.
      Io
      Rimango in disparte
      fuori dal canglore della battaglia
      Spettro che ti accompagna nella tua odissea
      in attesa di un accenno
      di un ritorno dall'esilio
      Pronto ad accogliere quell'anima candida di donna
      che sorride imbarazzata ad un sentimento mai svelato.
      Composta mercoledì 19 luglio 2006
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        Scritta da: il barbaro sognante

        La Donna Jazz

        E venne la malinconia
        emarginata fino a quel momento
        E venne la nostalgia
        a donarmi un profondo tormento
        sia solo un frammento di tempo
        perché non desidero provare altro dolore
        sia fugace lo scoramento
        perché non è corrisposto il mio amore
        in me c'è la convinzione
        di non essere (come sembro) un gran coglione
        ma tanta è la voglia di un ripensamento
        come la paura di svelare il mio mistero
        greve la necessità di un cambiamento
        come il fardello che mi porto dentro
        di essermi sincero
        non sento ragione
        di essere vero
        non ne colgo mai l'occasione
        non mi resta più nulla
        se non qualche sua canzone
        che nel male mi culla
        e che infila il cuore nella depressione
        trovare una o la via
        è una fatica che per ora evito
        è una semplice agonia
        e penso che scansarla sia lecito
        non potrò scappare all'infinito
        comunque sono allenato
        di correre non sarò mai sfinito
        ma voglio per poco esser beato
        la strada è in salita
        troppo enorme sembra la fatica
        manco di un'educazione sentimentale
        per questo tendo di frequente a crollare
        sotto i colpi di vacue passioni
        che mi lasciano solo con le mie mille illusioni
        se la vedo mi blocco
        se la sento ne soffro
        lei da me non vuole un cazzo
        ma io continuo a scriverla perbacco
        non lo faccio di proposito
        e neppure lo voglio
        cerco una nota di piacere come al solito
        o forse è solo mesto orgoglio
        ambivo a pochi minuti della tua vita
        per spiegare ciò che prov (av)o
        ma tu hai battezzato quella sensazione finita
        prima di lasciarmi dire che ti am (av)o
        mi ritiro dietro la scena un po' umiliato
        mi nascondo nel riflesso dello specchio per il coraggio mancato
        presto ritornerò sul palco perché l'esistenza senza di me è una sedia vuota
        lasciatemi al destino che (come tutto) attorno a me ruota.
        Composta domenica 19 aprile 2009
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          Scritta da: il barbaro sognante

          Per colei che sa di esserlo

          E brividi incandescenti scendono sul cuore
          sangue come lava irradia il mio corpo morto
          e brividi scendono sul cuore
          come pioggia su un deserto assettato
          e venne l'acqua ad allietare la terra
          e vennero i suoi baci ad allietare me
          trattengo ancora sulle mie labbra le sue labbra
          assaggio a poco a poco la sua essenza
          mi immergo in lei senza fare più ritorno.
          Dita intrecciate si tengono per mano
          giocano, si staccano e si ricercano
          percorrono quel volto etereo d'angelo
          dipingendone i contorni, sfiorandone la bellezza interiore
          Occhi che si guardano
          Occhi su cui ammirare un sorriso divertito, sognato e sognante
          I sensi si scambiano esalazioni di piacere
          Tutto ruota, si unisce, rimane dentro
          difeso dalla coltre di pioggia e notte
          che ci avvolge.
          Tuttora sento quei brividi
          Grazie a te
          sentimenti scritti nell'anima
          sentimenti cui la mente non riesce a dare spiegazione
          un evento che aspettava di esser consumato
          un momento che nasce in un presente estatico
          un incontro che segna la fine del passato e il sorgere del futuro.
          Composta domenica 30 novembre 2008
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