Poesie di Giampiero Piovesan

PENSARE., nato domenica 29 agosto 1982 a OVUNQUE (Italia)
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Scritta da: il barbaro sognante

Senza Prospettiva

Campo di morte
Foglie stecchite
Rami aspri
secchi come striduli scheletri
Ed io nel mezzo di questo nulla
come sabbia
entro
nelle fessure dell'anima
Impallidisco alla vista
di questo sterminio
Senza cuore sento il mio corpo
Mi aggrappo al ricordo
un rimorso
morde le mie carni
strappa brandelli di pelle
allontanando da me la speranza
di guarire dalla paura
di essere solo un uomo.
Giampiero Piovesan
Composta sabato 19 gennaio 2008
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    Scritta da: il barbaro sognante

    Lacrime

    Lacrime.
    Onde che sommergono.
    Tolgono respiro al cuore.
    Radici che sprofondano nell'anima strappandone i ricordi.
    Lacrime prosciugate
    Represse all'ombra di un deserto chiamato orgoglio
    Lacrime come memorie mai sopite.
    Eterne ferite
    che squarciano il disegno di un futuro solo immaginato
    E lacrime, infinite lacrime di lacrime e sì ancora lacrime
    per la vita che si alza sempre nonostante la morte.
    Giampiero Piovesan
    Composta mercoledì 18 novembre 2009
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      Scritta da: il barbaro sognante

      Il polline mi ispira irritandomi

      Neve primaverile
      nata dal vento
      Si muove furente
      sulla strada
      tra la fretta della gente
      tra le fronde di alberi
      carichi di nuova vita.
      Neve di primavera
      che si sospende nel cielo
      circondando il tempo
      di una melodia vellutata
      sorda all'orecchio
      ma visibile all'occhio
      danza con essa
      nell'attesa di giungere a terra
      con un ultimo sbuffo di vento.
      Giampiero Piovesan
      Composta lunedì 4 aprile 2011
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        Scritta da: il barbaro sognante

        La società non ci fa indifferenti, ci rende fin troppo sensibili al giudizio

        È sofferenza.
        Inadeguato
        Al sole
        Alla luce
        Investigato
        Soffocato
        Dal giudizio
        In gabbia
        Arranca
        Annaspa
        Ingoia l'aria
        Madida di calore
        Brucia sul volto
        Quel sudore
        Tremenda vergogna
        Viscida
        Umiliazione
        Non esiste scampo
        Succube di quella prigionia
        Tenta un grido invano
        Più si nasconde
        Più sente sul corpo lo sguardo
        Una mano lo schiaccia
        Le ali sono strappate
        Pesante è il fardello
        che lo annega a terra.
        Giampiero Piovesan
        Composta mercoledì 15 settembre 2010
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          Scritta da: il barbaro sognante
          San Marco non si ricorda
          Talmente piena di sé e grondate di gente
          Copre d'intero la mente.
          Costretti quindi a gettare nel vuoto
          quella piazza d'enorme bellezza
          Ci si affretta a dimenticare
          con sguardo triste e sconsolato
          i pavimenti dipinti di guano
          Le voci schizzate di barbari visitatori
          Colombi impazziti che sfiorano teste di innocui passanti
          spersi in sadici ponti o stipati in calli infinite
          Mentre una nuvola leggera di rifiuti
          ricorda l'ingiuria dell'uomo a quella Città che dice d'amare.
          Nulla manca nel gran mercato del caos
          questa è piazza San Marco in Venezia.
          Giampiero Piovesan
          Composta venerdì 4 febbraio 2011
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