Poesie di Gaio Valerio Catullo
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Per molte genti
Per molte genti e molte acque di mare portato,
vengo, fratello, a queste esequie dolorose
per consegnarti l'estremo dono di morte
e invano parlare, alla tua muta cenere,
poi che la sorte te, proprio te, mi ha rapito,
ah infelice fratello, crudelmente strappatomi.
Ed ora queste offerte, che per l'antico costume
dei padri, ti reco, triste dono alle tombe,
accoglile, grondanti di molto pianto fraterno.
E per l'eternità addio, fratello, addio.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo...
Mi chiedi, Lesbia, quanti tuoi baci
bastino per saziare la mia voglia di te.
Quanti sono i granelli di sabbia africana
che è sparsa in cirene ricca di silfio,
tra l'oracolo torrido di giove
e il sacro sepolcro dell'antico batto;
o quante stelle nella notte silente
spiano gli amori furtivi degli uomini:
questo è il numero di baci
che vuole Catullo, pazzo di te.
Che i curiosi non possono contarli
né una lingua maligna maledirli.
Viviamo mia lesbia e amiamo, e ogni mormorio dei vecchi perfidi
abbia per noi il peso della più vile moneta.
I giorni possono morire e risorgere
noi, tramonta la nostra breve luce.
Dovremo dormire una notte infinita.
Dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille e altri cento ancora. E quando ne avremo a migliaia li confonderemo, per non sapere, perché nessuno getti il malocchio invidioso per un così alto numero di baci.
Solo con te dice la donna mia
Solo con te dice la donna mia
solo con te io farei l'amore, direi
di no anche a Giove.
Dice così ma quel che donna dice a un amante pazzo di lei
nel vento è scritto sull'acqua è scritto.