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Scritta da: Gabriella Stigliano

La nave

Ricordo una nave,
una nave bianca
con una striscia blu
o azzurra.
Parlava di un uomo
che aveva amato
pur non essendo ricambiato;
parlava di uomini
persi sulla strada
dell'amore;
parlava di un mondo
spaccato in due
o più parti
per la parola amore.
Io ci son salita
qualche volta
su quella nave,
ma ogni volta
mi mancava il respiro
e non riuscivo bene
a respirare
quell'aria che emana,
quel puro ossigeno
che noi tutti
non riusciamo
a sostenere.
Ma credo che
alcuni giorni
sulla nave ci son stata
e molto spesso
mi son rifugiata,
per poi tornare
e da sola ricordare.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano

    Sacrificio della natura

    Nel giardino annerito
    di un mondo lacerato,
    c'è ancora l'odore
    di un cespuglio profumato,
    che cespuglio non è,
    ma un uomo ripiegato,
    di foglie ricoperto
    e di fumo annebbiato.
    È stato l'unico
    ad apprezzare fino in fondo
    la natura,
    non sradicando
    per poi innalzare grigie mura,
    ma curando i suoi paesaggi,
    comprendendo
    della natura i linguaggi.
    Il mondo ora è distrutto,
    ma rinascere potrà
    da un sacrificio d'amore,
    da un atto di dolore,
    dalla vita preziosa
    che quell'Uomo darà.
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      Scritta da: Gabriella Stigliano

      Profondità

      Mi ritrovo
      nelle oscurità dell’essere,
      perdendo i miei passi
      nei labirinti bui
      dei miei pensieri.
      Respiro nel silenzio,
      dissolvo il mio presente,
      germoglia un po’ di luce
      negli occhi miei riflessi
      sullo specchio dei ricordi,
      che dimorano segreti
      nella casa immaginaria
      di un altro tempo,
      vissuto a cuore aperto
      nel petto mio tremante,
      pesante di emozioni
      necessarie più dell’aria
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