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Poesie di Gabriella Ganci


poesia postata da: Didone, in Poesie (Poesie personali)

Placenta

Ti chiamano "terra del sole"
ed io ci ho sempre creduto.
Mi hann detto che il tuo mare fa parte della mia vita,
e io l'ho sempre sentito.

Hanno scritto su di te,
hanno pianto per la tua arida terra,
hanno sparso sangue sulle tue zolle
per difenderti
per ucciderti
per salvarti dall'oblio.

Pellicole, canzoni, antica ricchezza preserva il tuo splendore
ed io nata nel tuo grembo
ti ho amata.

Io nata nel tuo ventre arido
ti ho odiata e ti chiedo perdono.
Mi hai strappato il mio amore con le tue rive
mi hai riempito i pensieri con le tue onde
hai lacerato le mie speranze con le tue distanze.

Avvolta da un azzurro mare
avvolgi me nell'oblio più totale
mi nascondi dai miei istinti
freni i miei impulsi infuocati.

Isolata tra la tua storia
sprofondo nelle tue viscere
guardando quell'odioso orizzonte confuso dal cielo.

Non scorgo nulla altrove
non vedo la sua terra,
non vedo nulla che mi ricordi
ciò per cui soffro
ciò per cui odio i tuoi maledetti sacri confini.

Chiusa,
prigioniera della mia terra,
così fredda così forte
impreco contro lei
quando sorge il sole,
impreco contro lei
quando la notte avvolge le chiome dei suoi ulivi,
impreco contro lei
quando mi ridona il sereno
e il perché
tristemente
si esaurisce
in un'amore che non esiste.
-- Gabriella Ganci (scheda)
Composta
martedì 22 novembre 2011
Riferimento:
Riferimenti alla mia terra di nascita.

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