Poesie di Gabriel Vigorito

Studente, nato martedì 9 aprile 1996 a Roma (Italia)

Scritta da: Gabriel Vigorito

Madre

Dal colle l'occhio del vecchio Re scrutava,
al suo polo opposto della grigia materia chiedeva,
e s'interrogava e s'affliggeva veder la fila
dei mille colori, caotica al gusto e al tatto
immergersi nelle fredde vetture
che accompagnano le maglie di
quell'arcobaleno di massa,
e gli acuti aspri, dove non si addensano
che bimbi in lotta, stretti alle mani del loro accompagno.
Tutti vedeva il Re, e tutti ascoltavano
l'urlo metalleo degli altoparlanti
dal pagliacceo volto,
che freddo parlava alla folla:

Entrate! entrate!
nelle luci festose voi voci di bimbi curiosi,
nei ciuffi delle tende o voi spose graziose,
e nei color foranti tua mente polare io possa vedere,
arriva l'estate arriva l'inverno,
arriva il sorriso che io porterò in tuo viso!
e arriva l'aereo e arriva il viaggio,
arriva il mio passo in nuovo paesaggio!
e quello che tua mente chiede
è quello che tua mente vuole,
volar via via nella mia immaginazione,
entrate! nel Parco che la linea separa
l'imperfetta vita dalla ragione!

Così il Re scese dal suo osservatorio,
e la sua triste vita si mise in fila.
Entrato fu che giostra non voleva perdere,
e salendo le scale per il nuovo mondo
il ciel cambiò dal bianco al nero,
ad ogni suo passo in gradino le anime felici
correvano via lasciando l'usata mente.
Le urla stridenti dello sfarzoso metalleo
cinguettavano al Re chino:
Benvenuto! benvenuto!
benvenuto nel caso e nel fato che decide polarità della tua mente!
benvenuto in mondo casto io dichiarerò per fasto ora e per sempre!
bentornato figlio mio, nel tuo bel parco che ti somiglia nel tempo.

Ed ogni dolce candela portava via la luce,
i più bei orsi cantavano al ciel triste, grigi con lui,
l'eco della ruggine e delle macchine
strideva e graffiava, ogni colore fendeva,
ogni giostra lenta forte cigolava
ed ogni attrazione pretendeva attenzione.
Camminava mentre Re capiva col volto al ciel pregava,
chiedeva del grembo e della madre
dove gioventù e tale erano cadute nelle pietre.
Salendo sul cavallino dei mille colori cantanva:
benvenuto nel seno che diletta mente,
benvenuto nell'abbraccio che coccola tuo cuore,
benvenuto benvenuto, dove io posso guardarti piangendo.
Gabriel Vigorito
Composta lunedì 12 ottobre 2015
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    Scritta da: Gabriel Vigorito

    Condensa e battito

    Leggo da tempo, da mia piccola finestra la dolce madre
    del chiaro di luce sul mare, che mi annebbia la vista
    nel cercare di frugare in definito modo
    quel mondo e tale luce che mi assale.
    Tendo il braccio della mia mente e sospiri
    da mio petto, che si accompagnano come
    lettera d'amore, velandosi sul freddo vetro
    nell'impossibil viaggio che tormenta il mio cuore,
    miro te, che non mi vedi nel tuo stare,
    ma sento del tuo cantare e del tuo sospiro
    cadere nella notte sui petali dei fiori.
    Gabriel Vigorito
    Composta giovedì 5 novembre 2015
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      Scritta da: Gabriel Vigorito

      Scendi

      Puoi sentirmi? Che nelle luci e negli echi
      tra i veli bianchi nelle nera notte
      ti sei dimenticato di cantar per le strade,
      puoi sentirmi? Tu che nel mare le piume
      raccogli nei riflessi dell'oro che le
      campane suonano per cercare il tuo nome,
      puoi sentirmi tu che mi senti? Camminare
      nelle tue ali e battere i loro cuori
      per le tue vie nei loro cieli;
      scendi tu che tanto ci servi in chi
      nell'odio canta e chi per odio più canterà,
      piova l'amor caldo che anche il fuoco
      prega di non ferire più.
      Gabriel Vigorito
      Composta venerdì 13 novembre 2015
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        Scritta da: Gabriel Vigorito

        Con te senza te

        Nelle cittadine vie il ricordo vivo
        nella mia mente strana,
        dei giorni passati a meditare
        da solo nella strada,
        sentivo solitario il mio cuore che
        chiamava te, lontana nella tua stanza.
        Ricordo bene, quel tratto di un momento
        sentire il calore d'anima mia compagna,
        che toccò la mano per tenerci stretti,
        ed io che non camminavo più solo
        in sola via, ma con te che mi sentisti,
        cantai con te senza te,
        con la tua mano in mia mano,
        senza nessuno vicino me,
        ma con te nel tuo lontano.
        Gabriel Vigorito
        Composta domenica 8 novembre 2015
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