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Scritta da: seilion

Violenza sulle donne

Spesso, quando un uomo, una donna incontra,
il suo cuore, è felice, al settimo cielo,
ma nella sua mente, forse debole e malata,
crede che diventi, di sua proprietà, esclusiva.

Sembra buono, generoso, ti coccola, ti copre d'oro,
vuole conquistare, il tuo cuore, il tuo amore,
poi basta uno screzio, un po' di insana gelosia,
per mostrar, la sua natura, instabile, possessiva.

Se, per diverse e oscure ragioni,
la donna, più di quel rapporto, non vuol saperne,
scattano, le prime minacce, le prime intimidazioni,
non accetta di perdere, le sue perverse, emozioni.

In un impeto, di rabbia e d'ira, può toglierti la vita.
So, che sto per dire un'eresia, si vive una volta sola,
ma è meglio, perdere la vita,
che la dignità, di esser donna.
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    Scritta da: seilion

    la gatta di casa

    Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
    nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
    a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
    eri così piccina, che ci stavi in una mano,
    grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.

    Subito, della famiglia hai fatto parte,
    sei cresciuta libera e prepotente,
    della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
    tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
    anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.

    Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
    salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
    poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
    se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
    vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.

    È tardi, andiamo in camera a dormire,
    quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
    fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi per
    ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
    ti lasci dondolare, dal respiro regolare.

    Or si dice, gli animali non capiscono,
    quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
    per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
    di staccarsi da lei non vuole, il ricordo
    di quand'era piccolina, la prima ad amare.

    seilion1.
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      Scritta da: seilion

      Il sig. Dino

      Il ricordo, di un mitico personaggio, che la mia
      giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
      un'uomo eccezzionale, straordinario, per la sua
      cultura, la sua gentilezza, il suo sapere.

      Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
      da "Vergi", vecchio bar, di una spendida via,
      prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
      e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.

      Aveva sempre, un libbro in mano,
      lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
      diceva, allontana la pazzia di torno,
      per questo io ne leggo, uno al giorno.

      Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
      i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
      in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
      senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.

      Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
      vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
      di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
      mio carissimo, "Signor Dino".

      seilion1.
      Composta lunedì 30 aprile 2012
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        Scritta da: seilion

        Maenn-a (marina)

        Due alte colline, come a sorvegliare il mare,
        un immenso ponte, dalle enormi arcate,
        ad unir le due cime sale,
        dalla città vecchia in Sarzano,
        fino a giunger la chiesa in Carignano.

        Sulle due sponde, che scendono a valle,
        in un pullular di alte case,
        inframezzate da strette crose,
        da caruggi, piazzette, e ripide scalinate,
        era un labirinto, per voi che inoltravate...

        Nel fondo ad unir, una strada, che
        serpeggiando, da Ponticello
        scivolava lenta, arrivando al mare,
        tutta lastricata da pietre squadrate,
        a coprir il ruscello, che sotto solea passare.

        Una rumorosa via abitata da gente laboriosa,
        dalle lavandaie che nei trogoli cantavan,
        ai bottegai, fabbri, falegnami, bottai, ostaie,
        frotte di ragazzini, che correndo gridavan,
        tutto all'ombra del ponte, che in alto stava.

        Per lungo tempo così è stato, fino a che,
        in un giorno di guerra, gravemente t'han ferita,
        governanti stolti, t'han finita, adesso noi
        ragazzi dai capelli grigi, ci armiam di penna,
        per raccontar, la nostra... Maenn-a.
        Composta domenica 15 aprile 2012
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          Scritta da: seilion

          la pioggia

          Cade, da nubi,
          dense e nere cade,
          bagna ogni cosa,
          i prati, i tetti, le strade.

          Senti il suo ticchettio
          nel colpire l'ombrello,
          un rumore sordo
          come il batter del martello

          La gente corre e s'affanna
          in cerca di un riparo, un capanno
          crei pozzanghere, rivoli d'acqua
          ingrossi fiumi, puoi fare danno.

          Cade, fino che appare il sole cade.
          Ma per questo noi ti ringraziamo,
          rigeneri la vita,
          senza di te, noi non viviamo.
          Composta martedì 3 aprile 2012
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