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Le migliori poesie di Franco Vitale

Operatore Socio Sanitario, nato lunedì 17 agosto 1964 a Torino (Italia)

Scritta da: Franco Vitale

Le Cose

Ho preso le cose...
le ho prese che era inverno,
le ho messe in un sacco di tela,
le avevo sulla pelle,
divine e maledette,
l'universo ed il granello di polvere,
tutte in un sacco,
ogni fotogramma dell'anima.
Gli occhi abbagliati,
da fate di paglia,
da chiare lacrime salate,
da ruvidi ricordi
di stelle malate.
Ho camminato,
percorso corridoi cadenti,
strisciato le spalle
su porte consumate,
sentito l'odore dei lavabi,
aggiunto croci su muri di piombo,
tolto croci da specchi rovesciati.
Ho preso gli abiti di Dio,
stretti da indossare,
colori troppo forti,
per occhi troppo aperti,
per prati senza fiori,
per folle senza bocca.
Ho preso le cose,
ne ho fatto fuoco e luce,
fiamme dolci ed odorose...
l'inverno era passato...
Composta mercoledì 7 aprile 2010
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    Scritta da: Franco Vitale

    Fiori di panico

    Sospiri eterni,
    germogli di paura,
    unghiate nell'anima,
    tremori costanti,
    su fiori di panico.

    Mosaico incompleto,
    nervi annodati,
    fiamme di ghiaccio,
    pensieri che esplodono,
    su fiori di panico.

    Il fiato sibila,
    rumore assordante,
    di amore sintetico,
    cuore di plastica,
    su fiori di panico.

    Oceani di passione,
    colano rapidi,
    in stagni di sangue,
    polvere d'oro,
    su fiori di panico.

    Furia e ragione,
    macchie di orgoglio,
    boschi di rovi,
    cieli di amianto,
    strati di vita,
    su fiori di panico.

    Lacrime acide,
    stomaco in fiamme,
    visioni sbiadite,
    di notti agitate,
    sale su piaghe,
    su fiori di panico.

    Diamante e granito,
    su petali e piume,
    disperata potenza,
    gigante di panna...
    su fiori di panico.
    Composta giovedì 6 maggio 2010
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      Scritta da: Franco Vitale

      La stanza

      Contrasti di luce,
      scale di grigi,
      grumi di colori,
      stancano gli occhi.
      Li fisso sdraiato,
      mi tremano gli occhi,
      ma continuo a fissare...
      contando i dolori,
      cicatrici di orgasmi.
      C'è un cielo nascosto
      in ogni soffitto sbiancato,
      c'è un pezzo di anima
      in ogni sguardo nel vuoto.
      La vita mi scorre
      sincera e fedele,
      puttana e guerriera,
      minuti infiniti e decenni veloci.
      C'è un soffitto nascosto
      dietro ogni cielo...
      sopra ogni ricordo.
      Composta mercoledì 7 aprile 2010
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        Scritta da: Franco Vitale

        L'Esclusiva

        Un attimo,
        solo per un attimo,
        vorrei che Dio mi cedesse l'esclusiva.
        L'esclusiva, il privilegio,
        di sentire in me, contemporaneamente,
        tutte le emozioni, tutti i ricordi,
        di tutti gli uomini, le donne e i bambini
        del mondo.
        Di tutte le epoche,
        di tutte le razze,
        di tutte le religioni,
        di tutte le longitudini,
        di tutte le latitudini.
        Ogni singolo pensiero,
        dietro ogni singolo sguardo,
        i ricordi di tutti gli amori finiti,
        le speranze di tutti gli amori in corso.
        Le luci, i colori, le tenebre degli odii,
        i suoni degli addii,
        i profumi degli incontri casuali,
        i gusti di tutti i baci,
        il tatto dei pugni e delle carezze.
        Vorrei mi facesse partecipe
        di ogni singola parola spesa,
        di ogni gemito di passione,
        di ogni urlo di ribellione,
        di ogni grido di speranza.
        Vorrei tutto, per me,
        solo per un secondo,
        vorrei spegnere ogni cosa,
        tutto questo universo rumoroso,
        solo per un secondo,
        guardarmi intorno,
        nel silenzio assoluto...
        e dire ti amo...
        Composta mercoledì 7 aprile 2010
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          Scritta da: Franco Vitale

          Segnali d'amore

          Segnali d'amore,
          sintomi di dignità sospesa
          piccoli guasti della mente,
          inclinazioni parallele.

          Recinti di verità negate,
          briciole di orgoglio sparse al vento,
          ansia positiva,
          possesso senza redini.

          Gesti rituali
          di piena essenza,
          silenzi che rotolano sull'anima,
          vento gelido su spalle ardenti,
          tempeste di brividi profondi.

          Vorrei che tutto questo
          mi facesse volare,
          vorrei la mia pelle
          sotto la sua pelle,
          vorrei lei fosse
          un campo di papaveri,
          su cui sdraiarmi
          e diventare lei,
          vorrei avvolgerla
          come ragnatela,
          vorrei cantarla
          con un filo di voce,
          vorrei che lei
          non uccidesse l'io,
          vorrei amarla...
          e impacchettare il tempo.
          Composta giovedì 6 maggio 2010
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