Poesie di Franco Paolucci

45 anni di attività edilizia, nato lunedì 8 ottobre 1928 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Cade ogni foglia nel brusio del bosco,
plana nell'ombra della propria sorte.
Il denso letto nero che l'accoglie
tutte compatta, macera e discioglie
e muta, a tempo, in umido concime
da cui natura, in Dio, risugge infine
linfa vitale per le nuove piante
e per le nuove foglie e verdi e tante
che il Ciclo Eterno riconduce al sole,
espone al vento e ricondanna a morte.
Franco Paolucci
Composta sabato 20 settembre 1997
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    Come una bella morte

    Sei tu la miniatura che il divino
    m'ha scolpito negli occhi prima ancora
    che avessi ad incontrarti
    e di provare
    quanto tu sia un violento maestrale
    che mi percuote il ventre al solo sguardo.

    Tu sei un perenne affresco nelle stanze
    della mia fantasia: volate d'ocra,
    caldi tocchi di terre colorate,
    forme superbe dai gentili tratti
    nei cui odorosi anfratti
    mi si annida copioso il desiderio.

    Ogni scader del tempo, ogni qualvolta
    mi saluti che vai,
    temendo sia la fine,
    mai sazio di te, cedo all'addio
    come a una bella morte
    dalla quale
    m'è forse dato ancora di risorgere.

    Con le tue lunghe mani
    allora ancora agile disegni
    trecce spirali di pensieri fusi,
    la cera velata sul tuo volto
    si scioglie nel calore d'un sorriso,
    nel brillar delle perle,
    nei tuoi passi,
    s'intrecciano e s'involano promesse
    come eco all'idee ch'ho dentro l'anima...
    Franco Paolucci
    Composta giovedì 31 luglio 1952
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      Il sogno ricorrente

      Sogno sempre di un treno
      che prendo per andare in luogo certo.

      In piedi, tra la folla,
      assente e pensierosa,
      noto il giorno sbiadire
      su spazi grigi che non ho mai visto,
      e l'errore mi dà lo smarrimento.

      Fuori, una galleria,
      coi suoi mattoni tetri e col suo buio,
      avvolge il tutto verso la sua meta.
      Vorrei tornare indietro ma non posso.
      E prima di svegliarmi nell'angoscia
      mi specchio nel vicino finestrino:
      è sola la mia larva attanagliata,
      e tu,
      moglietta mia,
      tu non sei mai con me.
      Franco Paolucci
      Composta martedì 16 dicembre 1997
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        Remando verso Cafarnao

        Luna rossa saliente
        s'oppone tardiva al tramonto.
        Tra due fuochi, accesi nel buio,
        la Vita:
        miliardi di grumi di sangue
        fulgenti in eterno scarlatti
        cedono terra alla Terra
        uniti in speranza di prendere.
        Su tutto, un cielo forato
        trabocca di stelle polari:
        incroci di vie,
        di scelte
        sempre più incerte nel passo.
        Ovunque si vada
        portiamo macerie
        intrise anche esse
        di rosso bisogno,
        mattoni che calano a fondo.
        I mari, raccolte di pianto,
        son acque tutt'ora in attesa.
        Franco Paolucci
        Composta domenica 10 dicembre 2006
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          Malattia del fare

          Non c'è casa costruita con amore
          che non venga poi
          da altri demolita con disprezzo,
          per fare un'altra casa
          con nuovo amore
          da abbattere di nuovo con disprezzo.
          È questa una condanna del cielo:
          un eterno lavoro
          di fare e disfare
          alla incessante ricerca
          di un "fatto" perfetto.

          Potrà mai la carne
          figlia della Terra e del Cielo
          erigere nuovi Cieli e nuova Terra?

          Chi ridar vita mai potrà alle tante
          foreste sradicate?
          Ai fluidi torrenti cristallini?
          Perfezionare la fecondità
          del misterioso mare
          e accender nuove luci tra le stelle?

          Che grande presunzione è nella carne,
          vanità nella ruota dello Spirito,
          e quanto è maledetta
          la furbesca trovata del denaro.
          Franco Paolucci
          Composta martedì 13 marzo 2007
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