Poesie di Franco Paolucci

45 anni di attività edilizia, nato lunedì 8 ottobre 1928 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Franco Paolucci

La poesia

La Poesia è un seconno "Firmamento"
che sbrilluccica drento a le parole;
'na sorta de Maggia che spanne ar Vento
toni e sòni de viòle e de mannole.

A paro all'Energia che viè dar Zole
è un rigalo de Dio, ché ner momento
che pò intristicce tutto quer che dòle
'st'Arte te risolleva er Sentimento.

Dà baci! E ogni bacetto è na finezza
rigalata da labbra musichiere
che sprofumeno l'aria de purezza.

chi rima canta "sgarri" e "verità".
E sibbè ogni poeta sii un paciere
la Poesia è protesta in libbertà!
Franco Paolucci
Composta domenica 7 luglio 2013
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    Scritta da: Franco Paolucci

    Il pozzo nel cuore

    Nel pozzo dell'Anima mia
    c'è un cerchio di pietra
    coperto dal muschio silente
    di stelle cadenti,
    da rari sospiri raccolti
    negl'anni d'Amore.

    Il sogno talvolta mi dona
    memorie soffuse
    di fievoli spicchi di Luna,
    di Soli mancati,
    di canti di donne in vigneti,
    di mosti gustosi
    e chicchi scambiati tra labbra
    umettate di baci.

    Ed ora, arrivato al confine,
    s'immerge ogni raggio
    nel buio melmoso del pozzo
    ripieno di Cielo.

    A che questo vivere strano?
    In cerca di cosa?
    Per quale Mistero chi nasce
    poi muore due volte?
    Franco Paolucci
    Composta mercoledì 13 marzo 2013
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      Scritta da: Franco Paolucci
      "Lentamente muore"
      Di Martha Medeiros
      (Attribuita per errore a Pablo Neruda)

      Lentamente muore
      chi diventa schiavo dell'abitudine,
      ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
      chi non cambia la marcia,
      chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
      chi non parla a chi non conosce.
      Muore lentamente chi evita una passione,
      chi preferisce il nero su bianco
      e i puntini sulle "i"
      piuttosto che un insieme di emozioni,
      proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
      quelle che fanno
      di uno sbadiglio un sorriso,
      quelle che fanno battere il cuore
      davanti all'errore e ai sentimenti.
      Lentamente muore
      chi non capovolge il tavolo,
      chi e' infelice sul lavoro,
      chi non rischia la certezza
      per l'incertezza per inseguire un sogno,
      chi non si permette almeno una volta nella vita
      di fuggire ai consigli sensati.
      Lentamente muore chi non viaggia,
      chi non legge, chi non ascolta musica,
      chi non trova grazia in se stesso.
      Muore lentamente
      chi distrugge l'amor proprio,
      chi non si lascia aiutare;
      chi passa i giorni a lamentarsi
      della propria sfortuna o della pioggia incessante.
      Lentamente muore
      chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
      chi non fa domande
      sugli argomenti che non conosce,
      chi non risponde
      quando gli chiedono qualcosa che conosce.
      Evitiamo la morte a piccole dosi,
      ricordando sempre che essere vivo
      richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
      del semplice fatto di respirare.
      Soltanto l'ardente pazienza porterà
      al raggiungimento
      di una
      splendida felicità.

      A questa poesia
      immodestamente aggiungo di mio:

      Lentamente muore

      chi non ama sufficientemente se stesso
      come espressione minuta di vita
      destinata alla rivoluzione dei Cieli,
      impegnata nella metamorfosi del Mondo:
      chi, nello slancio, erra, costruendo prigioni d’amore.

      Lentamente muore
      chi si ritiene un’unità finita,
      una goccia fluttuante
      trascinata dalle maree oceaniche del Tempo;
      chi non si dà indirizzi, pronto a cambiare indirizzo.
      Chi non ha due cuori, uno per sopportare, uno per sanguinare.

      Lentamente muore
      chi, conscio di dover morire,
      rinuncia, in vita, alla “Vita”
      sperando in una vita futura che, per certo,
      non potrà avere se non saprà arricchire
      l’immateriale “Libro della Storia”
      con una sua storia piccola, tutta strettamente personale!

      Lentamente muore
      chi corre disperatamente dietro una irraggiungibile felicità
      e non percepisce che la “Felicità”
      si identifica con il corso stesso della propria “Esistenza”,
      con la “Fatica” continua che la permea,
      generando “Amore” nelle cose visibili.
      Franco Paolucci
      Composta mercoledì 1 maggio 2013
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        Vorrei catturarti, farfalla dorata.
        Ma dove è il tuo corpo?
        S'è forse disciolto nell'acido
        d'un mondo che avversa la carne?
        Ogn'Angelo ha toni sottili.
        Soltanto altri Angeli
        ne odono, lievi, la voce.
        I deserti chiedono orme:
        conferme disperate
        di una loro presenza
        all'alto volo degl'Angeli.
        Al Deserto non basta
        la fresca ombra di un'ala.
        Franco Paolucci
        Composta domenica 12 febbraio 2012
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