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Poesie di Franco Paolucci

45 anni di attività edilizia, nato lunedì 8 ottobre 1928 a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

L'appuntamento

Ogni volta si ripete con la regolarità di un rito.
Lo incontro sempre di mattina
nei lucenti silenzi dell’aurora
dietro l’angolo dei miei risvegli.

Egli mi sorride,
estrae dal suo tascapane
l’armonica d’argento ed il quaderno dei versi
dove scrive di continuo
con l’ombra della materia
la sconcertante poesia della vita;
con soffio leggero me li musica
al suono di remote vibrazioni astrali
e torna a sorridere.

Poi, ammiccando,
mi mostra il suo doppio metro di cristallo
sottile, purissimo, incorruttibile,
raccolto in infiniti tratti sovrapposti
le cui estremità parallele
vanno oltre i confini dell’Universo.

Indi estrae le sue innumerevoli boccette colorate
colme di prodotti balsamici sconosciuti
frutto paziente d’una eterna alchimia
e, per ultimo,
quel suo “thermos” misterioso
dove mantiene in caldo il suo cibo,
lo apre
e con gesto amorevole me ne offre:
«Attingi, attingi,
è il grande serbatoio dello Spirito…
da esso dispenso, ad esso tutto torna…»
Ma come sto per bere
i primi rumori di macchine mi confondono,
allora, questo mio Dio-operaio,
senza prendersela,
mi saluta, gira l’angolo e se ne va.  
Composta sabato 30 novembre 1974
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    il pozzo nel cuore

    Nel pozzo dell'Anima mia
    c'è un cerchio di pietra
    coperto dal muschio silente
    di stelle cadenti,
    da rari sospiri raccolti
    negl'anni d'Amore.

    Il sogno talvolta mi dona
    memorie soffuse
    di fievoli spicchi di Luna,
    di Soli mancati,
    di canti di donne in vigneti,
    di mosti gustosi
    e chicchi scambiati tra labbra
    umettate di baci.

    Ed ora, arrivato al confine,
    s'immerge ogni raggio
    nel buio melmoso del pozzo
    ripieno di Cielo.

    A che questo vivere strano?
    In cerca di cosa?
    Per quale Mistero chi nasce
    poi muore due volte?
    Composta lunedì 25 marzo 2013
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      l'orroroscopo

      L'orroroscopo
      M'ha chiesto: - De quann'è? - Sò der Ventotto -
      - Ma impropriamente in quale giorno è nato? -
      - Mi' madre me diceva ch'era l'Otto
      d'un Ottobbre piovoso e scatarciato:
      ha perzo er latte subbito de botto;
      come sortito me sò arifreddato;
      e prima de potemme dà er pancotto
      m'ha dato latte d'asina, m'ha dato. -
      - E, d'impreciso, è nato a quale ora? -
      - E che ne so! Nun stavo tant'attento...
      Pò esse a tarda sera o de primora... -
      - co pochi dati, posso dì (me dice)
      che, co 'n centone, se ne va contento
      d'avé scoperto d'èsse un infelice -

      Sonetto N° 166 F. P. nato a Roma l'8.10.1928

      versione in italiano L'OROSCOPO (D'ORRORE)
      mi ha detto: di quando è? Sono del '28 / ma proprio in quale giorno è nato? / Mia madre mi diceva ch'era l'8 / di un Ottobre piovoso che dava catarro /// (Mamma) ha perso subito il latte / io, appena uscito alla luce, mi sono immediatamente raffreddato; / e prima che potesse darmi il pancotto / mi ha nutrito con latte di asina. /// E precisamente a quale ora é nato? / Non lo so! non stavo molto attento... / Può essere a sera inoltrata o anche di primo mattino... /// con dati insufficienti, (mi dice) posso dirle / che con appena cento Euro lei va via soddisfatto / di avere scoperto d'essere un infelice!
      Composta mercoledì 8 ottobre 1980
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