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Scritta da: Daduncolo

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che'n mille dolci nodi gli avolgea,
e'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son si scarsi;

e il viso di pietosi color'farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i'che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l'andar suo cosa mortale,
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro, che pur voce umana.

Uno spirito celeste, un viso sole
fu quel ch'i'vidi; e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana.
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    Scritta da: Francesca Fontana
    Pace non trovo e non ho da far guerra
    e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
    e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
    e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.

    Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
    nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
    e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
    nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.

    Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
    e bramo di perire, e chieggio aita;
    e ho in odio me stesso, e amo altrui.

    Pascomi di dolor, piangendo rido;
    egualmente mi spiace morte e vita:
    in questo stato son, donna, per voi.
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      Scritta da: Francesca Fontana

      Solo et pensoso

      Solo et pensoso i più deserti campi
      vo mesurando a passi tardi e lenti,
      e gli occhi porto per fuggire intenti
      ove vestigio uman l'arena stampi.

      Altro schermo non trovo che mi scampi
      dal manifesto accorger de le genti;
      perché ne gliatti d'alegrezza spenti
      di fuor si legge com'io dentro avampi:

      sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
      e fiumi e selve sappian di che tempre
      sia la mia vita, ch'è celata altrui.

      Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
      cercar non so ch'Amore non venga sempre
      ragionando con meco, et io co llui.
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        Scritta da: Francesca Fontana

        Chiare, fresche et dolci acque

        Chiare, fresche et dolci acque
        ove le belle membra
        pose colei che sola a me par donna;
        gentil ramo, ove piacque,
        (con sospir mi rimembra)
        a lei di fare al bel fianco colonna;
        erba e fior che la gonna
        leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
        aere sacro sereno
        ove Amor cò begli occhi il cor m'aperse:
        date udienza insieme
        a le dolenti mie parole estreme.

        S'egli è pur mio destino,
        e 'l cielo in ciò s'adopra,
        ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
        qualche grazia il meschino
        corpo fra voi ricopra,
        e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
        la morte fia men cruda
        se questa spene porto
        a quel dubbioso passo,
        ché lo spirito lasso
        non poria mai più riposato porto
        né in più tranquilla fossa
        fuggir la carne travagliata e l'ossa.

        Tempo verrà ancor forse
        ch'a l'usato soggiorno
        torni la fera bella e mansueta,
        e là 'v'ella mi scorse
        nel benedetto giorno,
        volga la vista disiosa e lieta,
        cercandomi; ed o pietà!
        Già terra infra le pietre
        vedendo, Amor l'inspiri
        in guisa che sospiri
        sì dolcemente che mercè m'impetre,
        e faccia forza al cielo
        asciugandosi gli occhi col bel velo.

        Dà bè rami scendea,
        (dolce ne la memoria)
        una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
        ed ella si sedea
        umile in tanta gloria,
        coverta già de l'amoroso nembo;
        qual fior cadea sul lembo,
        qual su le treccie bionde,
        ch'oro forbito e perle
        eran quel dì a vederle;
        qual si posava in terra e qual su l'onde,
        qual con un vago errore
        girando perea dir: "Qui regna Amore".

        Quante volte diss'io
        allor pien di spavento:
        "Costei per fermo nacque in paradiso! ".
        Così carco d'oblio
        il divin portamento
        e 'l volto e le parole e'l dolce riso
        m'aveano, e sì diviso
        da l'imagine vera,
        ch'ì dicea sospirando:
        "Qui come venn'io o quando?"
        credendo esser in ciel, non là dov'era.
        Da indi in qua mi piace
        quest'erba sì ch'altrove non ò pace.

        Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,
        poresti arditamente
        uscir del bosco e gir infra la gente.
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