Poesie di Francesco Luca Santo
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Dentro un sogno
Dentro un sogno d'argento
ho dipinto una lacrima di vetro
che taglia furente le mie ultime frasi
Ho cercato mercati d'amore
nell'alcova pesante di paradisi artificiali
ma spietata inettitudine d'atto sovrano
è rimasta la linea stanca del mio cuore
Orsù possa la stella d'oriente farmi da strada
nelle tundre irraggiungibili dei tuoi respiri
che mi aspettano al varco di un desiderio infinito
Dentro un sogno d'oro
ho scolpito mille poesie di sabbia
distrutte dall'onda invidiosa di te
Ho camminato per anni nel silenzio del mondo
che solo bieche indolenze di nevrotiche eccezioni mi dava
ed ero audace sponda di un mare in tempesta
nella roccia di un amore senza volto né labbra
Oggi dal cuore del pesco fiorito
come angelo dalle ali di seta
disegno la realtà che distrugge impietosa
il mio sogno bambino...
Bussa la notte
Cade un'ode, dentro una lacrima di cuore
come uno stillo di cera che lacera l'anima
e non c'è cura per curar
l'ennesima eclissi che graffia questo triste plenilunio
e mischi odori di faggio
a quelli del mondo
e sussulta una luce fioca
di candele morenti
che seminano buio
in questo bisogno di forze
... Bussa ancora la notte
alle tue finestre
ma è solo il silenzio
che ruba orgoglioso
l'ultima goccia dell'addio...
Ere
Sbocciammo dal fuoco primitivo
della notte di clava e pietra
Eravamo l'alba che incendiava le tenebre
Come fameliche iene
inseguimmo le anime nei secoli
vestendoci di mille razze
Fummo guerre e carestie
cambiammo pelle ad ogni nuovo vento
Eravamo là quando l'uomo toccò terra nuova...
Eravamo tra zar e monarchi
tra dittatori e tiranni
Eravamo le lacrime degli oppressi
gocce di sangue insite di mistero
libri aperti di mille filosofi
Fummo l'abisso di ghiaccio
il tremore della terra
C'eravamo noi all'alba di ogni scempio!
Come bambini ribelli correvamo
con gli occhi assatanati
per la brama di distruggere il creato
spingendoci fin dove portasse quel folle tormento
Ci dissetammo con il nettare dei grandi padri
seduti sotto la croce dei martiri
piangendo il loro sangue
Adesso siamo ombre erranti
focolai ancora caldi
che attendono nuovo fuoco
per tornare
a bruciare il mondo!
Sedete e aspettate
Le poesie hanno anime guardiane dentro
scrutano il tutto senza sfuggire
Solo una la poesia ignota
quella mai vissuta
conosce il segreto
il vero passaggio cosmico.
Venite...
sedete
c'è posto per tutti!
Tra poco inizieremo...
tra poco
nuovi volti vi incanteranno
Il palcoscenico è sobrio e senza spazi...
è un perimetro di fuoco
dove le memorie banchettano felici
Venite...
avanti
vedrete Dio e i suoi angeli
Giuda e i suoi tormenti
Vi scoprirete uguali
nella fonte antica
Rivedrete i vostri pianti
cercherete le vostre abitudini
Venite...
lo spettacolo non ha tempo
vi aspetta...
ci aspetta
e noi come pagliacci impazziti
distruggeremo quello
che ancora aspettiamo di vivere.
Per rabbia o per amore
Muto il mio corpo s'adagia
come terra appena unta
stuprata
di pioggia avvelenata
e dardi di schegge rosicano l'anima
inerme...
che del passato il pianto
eccita il suo dolore.