Poesie di Francesco De Gregori
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Lamento per la morte di Pasolini
Persi le forze mie persi l'ingegno
Che la morte m'è venuta a visitare
E leva le gambe tue da questo regno!
Persi le forze mie persi l'ingegno
Le undici le volte che l'ho visto
Gli vidi in faccia la mia gioventù
Oh Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
Le undici volte che l'ho visto
Le undici e un quarto io mi sento ferito
Davanti agli occhi ho le mani spezzate
E la lingua mi diceva "è andata è andata"
Le undici e un quarto mi sento ferito
Le undici e mezza mi sento morire
La lingua mi cercava le parole
E tutto mi diceva che non giova
Le undici e mezza mi sento morire
Mezzanotte m'ho da confessare
Cerco il perdono da la madre mia
E questo è un dovere che ho da fare
Io a mezzanotte m'ho da confessare
Ma quella notte volevo parlare
La pioggia il fango e l'auto per scappare
Solo a morire lì vicino al mare
Ma quella notte volevo parlare
E non può non può
Può più parlare può più parlare
Non può non può
Può più parlare può più parlare
Persi le forze mie persi l'ingegno
Che la morte m'è venuta a visitare
E leva le gambe tue da questo regno!
Persi le forze mie persi l'ingegno.
Sacco e Vanzetti
Il ventidue di agosto a Boston in America
Sacco e Vanzetti van sulla sedia elettrica
E con un colpo di elettricità
All'altro mondo li voller mandà
Circa le undici e mezzo giudici e gran corte
Entran poi tutti quanti nella cella della morte
"Sacco e Vanzetti state a sentir
Dite se avete qualcosa da dir"
Entra poi nella cella il bravo confessore
Domanda a tutti e due la santa religione
Sacco e Vanzetti con grande espression
"Noi moriremo senza religion"
E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
Ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
"Siano essi di qualunque Nazion
Noi li uccidiamo con grande ragion"
E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza
ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza
Addio amici in cor la fé
Viva l'Italia e abbasso il Re.