Poesie di Francesco Bergamasco

Impiegato, nato venerdì 25 settembre 1959 a Bitonto (BA) (Italia)
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Chi siete voi?

Chi siete voi?
che al cullar dell'alba
solo
mi lasciaste a combattere
di me!
L'umano:
fibre d'immortali contraddizioni
Chi siete?
che lasciaste ch'io volassi
sull'onde della ragione
per il solo piacer
d'accecarmi di miraggi
Chi siete?
che attentate la mia quiete
e non sapete
che non ne conosco manco il significato
quale ardire
quale infamità
è la vostra
nel credere ch'io sia!

Chi siete voi?
che al cullar dell'alba
solo!
mi lasciaste a combattere
di me!
L'umano
già convinti vincitori
voi
No!
non saranno i vostri inganni
né le vostre albe
a far della mia ragione un miraggio
No!
non saranno i vostri occhi
a far dei miei
passive pupille
che van dietro ai potenti
disprezzando gli ultimi
No!
non tradirò i miei amici
la mia stessa vita!
Non li seppellirò con i vostri giochetti
da quattro soldi
No!
non lo permetterò
foss'anche l'ombra delle mie ombre
Chi siete?
lo san tutti:
le stelle del cielo
come le profondità del mare
Chi sono io?
lo sapete pesino voi...
Dall'ultimo riflesso svanito
al canto del gallo
sanno!
Sanno delle mie debolezze
del mio incedere insicuro
delle paure
delle cadute
e rabbia...
Ma sanno pure
grazie a voi
a voi!
che al cullar dell'alba
solo!
mi lasciaste a combattere
di me!
l'umano
Di me
sanne del mio cuore
non certo per mero battito
o vanità
ma per assonanza d'emozioni
e scalpitano su strade sempre nuove
dove il giorno
ha sempre una via d'uscita
e le ore
non fanno più paura...
Ecco la mia vittoria
la forza della mia debolezza!
L'alba di una nuova umanità
Ove sfavillanti arcobaleni
posano
i loro colori
uno ad uno
per quante sono le nostre emozioni
Ecco la mia vittoria
la forza della mia debolezza!
Chi siete voi?
voglio vedervi in faccia!
privi di pupille
siete solo cibo per le vostro ombre...
Oh no,
che mai si avveri
cibo per ombre!
Mai!
Francesco Bergamasco
Composta venerdì 21 ottobre 2016
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    Terremoto

    Ore 3: 36
    e su quell'ora ferma
    s'è consumato l'eccidio!
    La terra
    in un "sussulto" ondulatorio
    sale di magnitudo 6.0
    e s'apre
    d'un sangue amaro
    all'apocalisse
    un sol boato
    e mille ruggiti
    han trasformato
    sogni
    non ancor divini
    in angosce letali

    terremoto
    ore 3: 36
    a crepitii di urla
    pure il silenzio!
    Sbriciolarsi
    dinanzi a cuori pulsanti
    nonostante
    e vagano
    e s'aggrappano!
    Cadono
    e si rialzano!
    Seguono
    forse l'istinto
    forse una luce
    sì sì
    sono voci
    voci piene di vita
    ora posso accasciarmi
    posso abbracciarli
    ora posso avvisarli
    indirizzarli:
    "sono lì
    in fondo alla strada
    sepolti!
    Ma vivi"
    e guardo i loro sorrisi
    le loro belle divise
    tante
    e finalmente
    posso pensare
    non riesco a piangere
    ancora
    un profumo di fazzoletto
    asciugarmi una lacrima
    sento i loro sguardi
    nel mio
    e i miei occhi
    di polvere e sangue
    si lasciano andare
    a un riposo di speranza
    ancora.
    Francesco Bergamasco
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      GIÀ, cosa puoi saperne Tu...

      Quando in quegli schizzi, riverberi,
      intravedo te
      chiara è la tua immagine
      amor mio
      Quando nel cupo egoismo del mio silenzio...
      sempre tu, lì,
      a spronar in me la voglia di vita
      che è in te!

      Già, cosa puoi saperne tu...
      ululante e inanimata ferraglia
      che corri
      nei tuoi chilometri
      corri
      pur di dividere un Amore
      forgiato in un incendio d'inquietudine...
      che può contro chiunque:
      la lontananza
      la morte stessa!

      Già, cosa mai puoi saperne
      del tuo prezioso carico
      d'andirivieni palpiti...
      mutarsi
      - come crisalide -
      in nuovi albori!
      Già!
      Francesco Bergamasco
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