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La ramanzina del nonno

Benvenuto nipote,
sei appena arrivato
e già ti assillo
da nonno brontolone.
Da un magico impasto
di spirito e materia
nasce la vita
e sin dal primo impatto
scintilla il pensiero
dapprima sol d'impiccio
ma poi un vero impaccio.
Nel tuo intimo, infatti,
si troverà alla mercé
di due terribili sorelle,
anima e mente che,
tra urla e strilli,
se le diranno
e di santa ragione
se le daranno.
Mantieni allor
a distanza la mente
con la sua buia,
egoistica invadenza
e fidati dell'anima
con la sua confortevole,
discreta presenza,
perché in questa luce
dagli albori della vita
troneggia la coscienza
che illumina il pensiero
per ideazione e,
come tu ben testimoni,
trasmette amore
per generazione.
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    La scala della vita

    Nell'umana evoluzione
    un dì fu sacra unione
    del gene con il cromosoma
    e così nacque il genoma.
    È il codice genetico
    dell'umana identità
    che lassù ci porterà
    con la scala elicoidale
    a doppio corrimano
    di uno zucchero pentato
    e di un composto fosfato
    su scalini intercalati
    di basi azotate
    tra loro ben appaiate
    ma debolmente legate
    per sostener la scalata
    con la materia scrollata.
    Fu proprio in quel dì
    di consacrata unione
    del Gene spirituale
    con il soma geniale
    che vide luce
    la vita sulla terra e,
    da una magica tripletta,
    nasceva la nostra casetta
    di mattoni colorati
    con arte intercalati.
    Alla struttura cellulare
    provvedeva l'entità nucleare
    che prima si duplicava
    poi si riproduceva
    e infin nuova vita generava
    con il DNA scrittore
    e l'RNA vettore
    a trasmettere il messaggio
    all'organulo traduttore.
    È questa in sintesi
    la favola della vita
    lassù in alto creata
    e solo per noi scritta
    con inchiostro indelebile,
    a noi resta la facoltà,
    in tutta libertà,
    di ben educare i figli
    all'amore per la verità
    da tramandare ai posteri
    per il bene dell'umanità.
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      L'arteriosclerosi

      È sotto la coperta endoteliale
      del letto vascolare che riposa
      la nostra vetustà
      in veste di ateromasia,
      segnale di circolo precario,
      a meno che le mirabolanti statine,
      azzerando il rischio del colesterolo
      e riducendo l'ispessimento
      per deposito tra le lenzuola intimali,
      non ci diano l'immortalità
      per le vie dell'anima che,
      velocizzate dalla mitica aspirina,
      sconfinano nella verità.
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        La musa divina

        Fantastica Musa,
        mia divina ispirazione
        e sublime poesia,
        hai classe affascinante
        con quel tuo incedere elegante
        sulle ali di uno spirito soave
        così illuminante,
        sei un sogno estasiante
        e fai volare in paradiso.
        Se per caso sol ti incrocio
        alla dolce tua visione
        mi si attanaglia la bocca,
        mi si incaglia la lingua,
        s'ingarbuglia la mente e
        incacaglio, quasi raglio
        come un asino per l'abbaglio.
        Nel profferir poi con l'incanto
        della tua vocale melodia
        in tanta armonia allor
        davver non capisco più niente
        e da povero incosciente
        sembro un vero deficiente.
        Il cuore di scatto mi si accelera,
        il fuoco divampa, il caldo mi prende,
        il calore incalza, tutto mi si accende
        in ogni versante, ma poi per il dolor
        scoloro con il sudore sulla fronte,
        un profumo mi pervade e,
        pregustando l'immortale,
        rischio seriamente in tua presenza
        di dipartir all'istante... miseramente.
        Solo così avrà tregua la mia anima
        gemente e, sempre tanto deriso
        per le mie stranezze allucinanti
        con la cirrosi psicosomatica
        non più obnubilante, ti avviso,
        fu Aristotele a darmi conforto:
        "non c'è grande genio
        senza una dose di follia".
        Ingrata gastroenterologa,
        per scontar giusta pena terrena,
        nel tempo a venire, mi ricorderai
        come una pesantezza sullo stomaco,
        tanto me ne dispiace,
        e in eterno ti resterò sulla coscienza
        che sempre così limpida hai.
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          Il genetliaco

          Magica Musa,
          doppia M da sogno,
          che la vita, serena, Ti arrida,
          sol levante dall'alba ammiccante,
          pian piano cocente e rigenerante,
          sin sull'orizzonte seppur pallido,
          sempre più stanco e calante, ormai pronto,
          sulla linea di ponente, a immergersi
          per un salutare bagno rinfrescante
          dopo una giornata di lavoro stressante
          e di calore davvero massacrante.
          La vita, poi, Ti si prostri gioiosa,
          indi giocosa e, da partner galante,
          si dimostri finanche generosa e graziosa,
          diventando, così, perfin gelosa.
          D'incanto ecco la sua anima fremente
          con il suo cuor pulsante che già Ti dona,
          tra toni puri illuminanti, momenti intensi
          esaltanti, di poi Ti conforta, nelle pause
          libere ritempranti, con ore liete
          rilassanti, a frequenza costante e
          a ritmo inebriante da ogni versante,
          istante dopo istante in modo emozionante.
          Dal focolaio domestico in armonia,
          infin, la musicalità cardiaca e la sinfonia
          della sua gran batteria Ti allieti, sin d'ora,
          con melodie e poesie, lungi dalle follie,
          Ti bastano le mie, pure fantasie
          e vera mia mania di intensa spiritualità,
          inneggiante all'amore, il motore della vita,
          il contenitore dell'anima, il palcoscenico
          della luce da una fonte infinita.
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