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Poesie di Francesco Andrea Maiello

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo e in Racconti.

Il profumo degli anni

Oggi compi gli anni
e siam nel pien degli anta
ma la tua beltà non langue
se il tempo non ti tange.
Sei luce del pensiero,
solare Creatura,
che ispira poesie
e fa fantasticare.
Per la tua squisita dolcezza,
una vera prelibatezza,
un dì ti dedicai
la pizza sopraffina
ma oggi sei la quattro stagioni
se dal sole dell'estate,
da antidepressivo autunnale,
mi riporti alla festa di Natale.
Merry Christmas
e al profumo di primavera
mi fai sbocciar l'amore
che poi riversi in versi
facendomi innamorare.
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    Il primo compleanno

    Con i tuoi occhietti vispi
    mi sprizzi di gioia
    e mi inondi d'amore
    come se non bastassero
    i miei problemi di cuore.
    Non sai ancor parlare
    ma con le tue smorfie
    sai già recitare,
    sembri un vero attore
    e seppur non ti reggi in piedi
    io ti vedo già calciatore.
    Sono queste le manie
    di tuo nonno che da sempre
    convive con i sogni
    che tu mi realizzerai
    dopo le loquaci premesse,
    e ancor non parli,
    di questo tuo primo anno di vita
    buon compleanno nipote.
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      La turba dell'amore

      Donna solare,
      mia Musa fatale,
      sei sposa fedele
      e nessuno ti tocca,
      sarò il tuo sposo eterno
      e guai a chi ti sfiora...
      lo secco con gli occhi
      perché sono geloso
      ed anche per uno sguardo
      divento furioso.

      Mostrasi sì piacente a chi la mira,
      che dà per gli occhi una dolcezza al core,
      ché ntender no la può chi no la prova...

      sono versi immortali
      che tutti conoscono
      ma da pover uomo,
      ahimè, io li disconosco
      se da sempre mi dibatto
      tra pressione spirituale
      e passione carnale
      con l'intelletto per amare
      e la ragione per valutare
      quella nobile creatura
      che ci genera da mamma
      e ci ingelosisce da sposa.

      Per fato e per metempsicosi,
      intanto credetemi,
      non è la mia solita nevrosi,
      ho avuto una donna sublime
      che mi è stata mamma
      e sarà la mia sposa e di certo
      non è un'altra mia psicosi.
      Corro, però, il rischio
      che se soltanto la tocco
      mi si azzera tutto,
      ma se rimango intatto,
      state certi, scriverò
      un bel testo e d'amor
      vi riempirò la testa.
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        Il giogo dell'amore

        Musa ispiratrice,
        ti ho circuita con rime,
        adescata con versi
        e sei così diventata
        la mia dolce Poesia.
        Mi sia concesso adesso
        almeno una carezza
        anche se nascerà l'ebbrezza
        per un gioco d'amore
        dove, dopo tanto pudore,
        ben venga pure il contatto
        per un vero rapporto
        sì da non rimaner emarginati
        nell'idea di Platone
        e nella lirica di Dante.

        "Io era tra coloro che son sospesi,
        e donna mi chiamò beata e bella,
        tal che di comandare io la richiesi.
        Lucevan li occhi suoi più che la stella"...

        tanto che all'istante mi s'illumina
        il pensier in sua presenza.
        L'amore terreno, però,
        ci tarpa ahimè le ali
        e non ci farà volare
        ma io senza di te
        ormai non so più stare
        seppur per sempre sulla terra
        in pena dovrò restare
        per aver turbato la mente
        e insidiato il cuore,
        non solo il candore,
        finanche di una Musa.
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          Il complesso del sesso

          Per un atto d'amore
          da tempo mi dibatto
          tra Freud e Platone.
          Mi piacerebbe l'amplesso
          ma mi viene il complesso
          con la morale che incalza
          e la passione che sopravanza.
          In tal fervido ardore
          la mente così passa
          dalla psicosi del sesso,
          ebbrezza fugace,
          all'idea del bello,
          nevrosi verace
          e proprio da qui
          non trovo più pace.
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