Poesie di Francesca Zangrandi

Studentessa, nato lunedì 11 marzo 1991 a Merano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Francesca Zangrandi
Ho paragonato un albero all'uomo.
In effetti sono simili. L'albero tiene per sé le foglie, le fa crescere, maturare;
Poi in autunno arriva il momento in cui le lascia andare, libere, incontro al loro destino.
Molte marciscono lentamente avendo vissuto ogni attimo,
altre vengono calpestate, bruciate, stropicciate e purtroppo non arrivano alla fine serene.
Così come l'uomo che tiene per sé tutti i sentimenti, li fa crescere e maturare.
Poi arriva anche per lui "l'autunno" e li esprime.
Essi, come le foglie, a volte vengono vissuti in ogni singolo istante, intensamente e serenamente.
Altre volte vengono feriti, calpestati, violati... e solo chi lo prova sa il male che fa.
Però nonostante il dolore, la delusione e le ferita, sia l'uomo che l'albero in "autunno" devono lasciar andare le loro foglie...
al di là di tutto, perché chi si arrende al primo dolore ha perso più foglie di quelle che sono state calpestate.
Francesca Zangrandi
Composta mercoledì 11 novembre 2009
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    Scritta da: Francesca Zangrandi
    Mi sono sempre sentita diversa,
    odiavo la mia diversità.
    Avevo tanti pensieri ma non gli davo forma.
    Mi sentivo impazzire.
    Vedevo il mondo diverso ma non dicevo a nessuno quello che vedevo.
    Poi ho provato a disegnare, a scrivere e i miei pensieri si sono alleggeriti.
    Mi sono sempre sentita diversa, ho odiato la mia diversità.
    Ma ora vedo il mondo e ho capito...
    Sono la mia arte.
    Io esisto... Io sento...
    Francesca Zangrandi
    Composta mercoledì 11 novembre 2009
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      Scritta da: Francesca Zangrandi
      Fino a che punto la gente tiene a se stessa?
      C'è una persona a fianco a me, una persona che conosco.
      Ha bevuto, in realtà beve sempre molto.
      La sto osservando, indossa bei abiti e da quel che vedo si fa la tinta regolarmente.
      Noto anche che non ride mai.
      Vedendola mi domando: fino a che punto la gente tiene a se stessa?
      Dentro le rimane ancora un po' di dignità, di voglia di tenersi bene... ma allo stesso tempo beve senza tregua.
      Ho visto un'altra persona persa, persa dentro e fuori.
      Ma lui sorrideva.
      Allora mi domando: chi è messo peggio?
      Le persone sono tutte uguali.
      Le reazioni sono uguali, lo sviluppo è uguale.
      Quello che cambia sono le storie, i dettagli.
      Entrambe le persone di cui parlo hanno storie differenti, dettagli differenti... ma tutte e due hanno un particolare che ci fa credere che abbiano voglia di vivere.
      Mi hai domandato: fino a che punto la gente tiene a se stessa?
      In realtà non lo so...
      Francesca Zangrandi
      Composta martedì 27 ottobre 2009
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        Scritta da: Francesca Zangrandi
        Nella vita cercherai sempre conforto e aiuto in qualcuno ma nessuno riuscirà a dartelo...
        Non capirai mai il perché,
        il perché tu aiuti e gli altri non possono farlo...
        Siamo noi... è la nostra maledizione leccare le nostre ferite con tutti che ti guardano ma non vedono...
        Siamo noi, quelli che si torturano per essere invisibili...
        Siamo noi, quelli che alla fine ci prenderanno gusto...
        Siamo noi, quelli che infine avranno due scelte:
        o sprofondare in silenzio
        o rialzarsi superando tutti... in silenzio.
        Francesca Zangrandi
        Composta venerdì 23 ottobre 2009
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