Poesie di Francesca Romana Casimirro
Questo autore lo trovi anche in Racconti.
Sono l'Onda Che Porta Via
Sono l'onda che porta via
dalla spiaggia ogni giorno
quello che resta di un sacco di gente
che viene e che va.
Che sia dolce o irruenta
cambio le cose.
Le rispolvero, le faccio
sempre un po' nuove.
Il mio compito è svegliare
le coscienze assopite,
che non si riconoscono più nel corpo
e nella vita cui sono affidate.
Le coscienze vengono rapite,
dentro di me e con me
sbattono sul fondo, o si alzano fiere,
annegano e riemergono
a volte senza vita.
Senza fiato e abbandonate, le prendo,
le rianimo e di nuovo le abbandono
sulla riva della vita.
Nessuno dica che non è utile.
Nessuno si lamenti
se gli apro gli occhi con acqua salata!
Il sale disinfetta!
L'onda lava, l'onda lubrifica
le labbra riarse, le fa purpuree, le riempie.
L'onda travolge e sconvolge.
Eppure, essere senza vita,
posso rianimarti
ora che sei morto annegato dentro di me,
e non riuscire a giovarti a nulla,
se continui a tenere gli occhi chiusi
per ostinazione.
Destiny
Dove mi porti?
Mi prendi la mano,
ma dove andiamo?
Cola dalle dita
una colla strana
e un odore
squallido...
Di ferro.
Dove mi porti
così conciata?
Aspetta! Ho le mani sporche, aspetta!
Le voglio lavare...
Cosa?
Dici che è diverso,
che la vita non sporca,
che sono tatuaggi
e la colla...
Adesso ho capito, Destiny,
prendimi la mano
e portami con te,
lontano o vicino
avremo grandi sorrisi
e aria fresca e limpida.
La Luna Delle Tue Spalle
La luna
delle tue spalle
sale tenera e fiera
verso il sole che irradia
dal tuo leggero sorriso
quando seduto
t'osservo intento
a fare e disfare
quotidianità.
Pieno
il braccio scende
a serrare dolce
chi la delicatezza teme
più del fuoco.
Stretti
siamo due pezzi
di pane caldo,
fresca
l'affettuosità
emana odori impercettibili
di panna montata.
Gentile
il tuo sguardo
ha sapore di casa,
e forte come colonna
mi chiudi ancora
nell'abbraccio
che resta.
Mi tieni così
saldamente;
respiri,
e respiro.
La luna risale
mentre il sole
è già andato a dormire.
Splende la luna
delle tue spalle lontane,
e ritorna da sola
la tua voce tonante
accarezzando
la mia pelle di zucchero,
sangue, desiderio
e farina.
Sono Pulita
Vieni uomo, senza paura,
dal tuo fior di magnolia...
Abbandona le tue mani nelle mie,
avvicinati a me, seduta su questa pietra.
Non c'è bisogno che incroci i miei occhi
spaventosi, sfacciati, troppo profondi
per la tua cintura di spine e tranquillità...
Fai solo scendere le mani su di me
come se fossero gocce di pioggia
senza tempo e senza malizia.
Fai che sia un piacere naturale
come un bicchiere di vino buono,
come se fosse il profumo del mare.
Poni le mani sul mio viso, benedicimi,
consacrami, accarezza la mia fronte
e le guance con tenerezza.
In silenzio ti guardo: t'innalzi come torre,
ti scaldi e tremi come il legno nelle mani,
emani forza da ogni centimetro del corpo
ma la controlli, dalle tue spalle larghe.
Lascia cadere il muro intorno, fallo ora!
Fai che sia una volta ancora bambino,
cammina da solo nel buio di notte...
All'alba t'aspetta con la tela infinita
la donna che tesse sulla riva del mare
tra vigneti e vendemmie.
Scivolano le mani sotto il mio mento,
chiedi uno sguardo, indaghi in esso
come fossi una ladra... No, non lo sono.
Sono pulita.
Lascia incustodito il tuo cuore, uomo,
ne avrò cura, senza abbandonarlo mai.
Sono pulita.
Mi Chiesero Parole Che Dicessero Di Te
Mi chiesero parole
che dicessero di te...
E non ne trovai
perché ci amammo
di un amore muto.
Nessuno seppe mai
quanto amore fosse,
e quanto inarrestabile
la corda
ora stretta, ora lenta...
Nessuno seppe mai
che tutto tacque
già dentro di te impaurito,
er altri dolori:
"Silenzio! Non dire!
Non voglio ascoltarti,
è ridicolo!... Se non te lo dico,
non lo saprai mai.
Se non fermi i miei occhi per dirmelo,
io non saprò mai
che tu stessa mi ami."
Passato un anno
di strette e cacciate,
respiriamo da soli,
e senza sosta pietosa,
una assenza pesante,
riempiendo di caos
i timpani stanchi,
le mani grandi, tremanti...
Alla luna, affacciata
canto una nenia soave,
stanotte, per te lontano,
che ascolti
girato di spalle.
Per te che neghi
sia mai stata cantata,
neghi al tuo cuore
un amore salato,
neghi a te stesso
la libertà: "Azzardata."
Negando la vita
alla vita che chiede,
rimani felice,
su pietra innalzato.