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Poesie di Francesca Genna

Impiegata, nato venerdì 26 maggio 1967 a Trapani (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Fragolosa67

Dono segreto, la libertà

Busso al tuo cuore sopito e sorrido con sguardi di lame lucenti!
Non conosco il tuo volto ma il tuo odio che
cola fino in basso dove è cieco il tuo sapere.

Brilla l'opera pia maledetta!

Vuoto è il calice sbattuto a terra.
Perché urli dove è sordo il mio sentire?
Voltati ed eremo vai, senza virtù e senza gloria!

Ragazzo: Che tu dici o padre a chi ti rivolgi?

Non parlo a te degli empi, ma saggia beato
l'arguzia mia perché tu possa, un giorno, ascoltare
canto di vergini e menestrelli.

Che il tuo orecchio non oda mai ciò
che a me è dato udire
e guardar ciò che io rinnego e copro con la mia nobile mano.

Coperti sono gli occhi miei ma altro non oso fare.
Ogn'or maledico l'istante che conobbi le mie catene.

Ragazzo: A che brami allor, perdona il mio voler sapere!

Scellerato taci, non siamo soli ma sprovveduti.

Ragazzo a bassa voce con la mano arcuata intorno alla bocca:
Avvicino l'orecchio e ti ascolto.

Padre a bassa voce: Libertà figliol, libertà!

Ragazzo con voce più alta: Un dono!

Già così io sogno e in grande viaggio.
Libero ero prima di cotal passaggio.
Amavo giovin fanciulla e frutta matura gustavo beato.

Ragazzo: Ora son stenti o padre e sacrifici che pesano in cuor.
Vorrei conoscer anch'io il tuo bramar desio.

Solerte e fiducioso mi alzerò di nuovo.
Un tempo figliol, vedevo negli occhi miei le stelle di un grande
firmamento. Il viso mio, di rosse gote era vestito e di alamari e
specchi addobbavo il mio nido.

Gioiosi giorni conobbi e a te sorrisi, figlio.

Ragazzo: Padre di me racconta che sono ora?
Dov'è mia madre e la sua storia?
Dov'è quel volto di madonna che mi guardò la prima volta.

Figlio mio, è qui il difetto, non oso risponder per non turbar
Il tuo giovane intelletto.

Ragazzo: Parlami allora di libertà ogni ora
finché io possa imparar cosa è un sogno
e una gioia.

Commuover mi fai o figlio e oserei dir...
Chi è là! Hai visto?
Rischiar mi fai di me la vita!

Ragazzo: Perdona padre la mia vocale.
Il tono alzai dimentico di tutto.
Troppa è la foga di saper di questo dono che celi in cuor.

Basta voi due o son sferzate!

Ragazzo: padre, un tremito io sento sulla pelle con goccia di sudor che dalla schiena discende!

È paura figlio, su calmati e taci.
Domani è di nuovo l'alba chissà se potrò insegnarti cos'è
(in un orecchio a bassa voce) la fuga.
Composta mercoledì 23 ottobre 2013
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    Scritta da: Fragolosa67

    Solitudine

    Pini innevati e strette strade di montagna.
    Scuri aperti, chiusi i vetri appannati mentre
    l'odore del legno brucia in vecchi camini
    di case di pietra.

    Corre il cane giù per la via
    dove il mio passo rallenta e si ferma.
    Rotto è il silenzio dai tasti di un piano
    soave melodia che attraversa i monti ed è festa.

    Torri grandi, finestre ampie, chiuse.
    Freddo che penetra fin dentro le ossa
    e vie di festoni vestite:
    la città.

    Fermi i cani nei viali di spogli ontani
    grigi volti veloci vanno in case bianche di nebbia
    dove lo smog dalla porta entra.
    Il mio passo accelera.

    Canti e pranzi di famiglie vicino a pini
    di palle agghindati.
    Gorgheggi di bimbi e di tate,
    Natale.
    Composta lunedì 21 ottobre 2013
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      Scritta da: Fragolosa67

      L'omicidio

      Rosso è il colore del sangue
      come le tue labbra umide.

      Fluido scorre nelle vene e copioso esce.
      Ancora caldo, sporca la fredda lama.

      Anche il tuo cuore è freddo quando
      butti per terra il pugnale e rigido rimani.

      Bianco è il tuo pensiero annebbiato dal nulla.
      Cosa hai fatto!

      Rosso è il colore del cuore che ha smesso di battere.
      Freddo il corpo esanime.

      Umide e rosse le sue candide labbra.
      Composta venerdì 18 ottobre 2013
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        Scritta da: Fragolosa67

        Ispirazione

        Soave e gentil donzella
        dolce musa, fra le fate la più bella!
        Accarezzi con gli occhi tuoi leggiadri
        l'anima mia per farne arte e magia.

        Dio creò il cielo e tutto lo firmamento
        io con te ogn'or invento.
        Ti amo musa bella perché candida e,
        conoscer non hai passione mia.

        Comprender non poi cosa mi rappresenti e
        ti soffermi a sorridermi dolcemente!
        Sonetti e versi per te compongo
        e in paradiso ti ripongo.

        Tal Alighieri cosi dicesti a Beatrice
        Madonna di Firenze
        senza curarti di decantar beltà
        d'ogni giovinetta.

        Non conoscesti le grazie di Silvia.
        Musa di Giacomo il poeta.
        Né di Lesbia per cui
        tal Catullo provò passione inquieta.

        Solitario fu il suo passero in un sabato
        di villaggio mentre
        di Catullo fu delizia di fanciulla
        compagnia nella malinconia.

        Non conoscesti altri vaghi se no mirar chi per te
        scese con sua grazia dove a tutti piace andare.
        Tre donne in questo mondo sembran pari,
        ma qual ti sembra meritar l'alloro?

        Anch'io dal canto mio ad una musa
        ispirarmi provo:
        Non è l'amato mio!
        Ma tutto ciò che ha creato Dio.

        Da grazia e da beltade mi lascio affascinare
        da occhi che intrigano, virtude e portamento
        o da melanconia per un passero che
        di sabato ho visto volar via.
        Composta lunedì 14 ottobre 2013
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