Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: margherita1

Il muro di parole

Mi scagli addosso le parole
che come pietre mi colpiscono
lasciando ferite che non si rimarginano.
Le parole che dici escono a caso
si accavallano una sull'altra,
prendono forma, peso e si
rovesciano su di me senza
che io possa fermarle.
Resto muta senza riparo.
Poi torna il silenzio, e tu
ormai pago delle tue ragioni,
torni a posare il capo
sul mio grembo, come un bambino
che cerca il perdono,
ma la mia mano si ferma in attesa
senza riuscire a posarsi sui tuoi capelli.
Dammi tempo, le parole che hai lanciato
non sono riuscita a schivarle e
mi hanno colpita dritto al cuore,
che ora dolente cerca una scusa
perché questa mano possa
posarsi ancora sul tuo capo,
troppe volte hai parlato,
troppe volte ho taciuto.
Ora alzati, raccogli quelle pietre
posale una sull'altra fino
a costruire un muro, perché tu possa vedere
come è alto e che tu possa capire
che quel muro che tu stesso hai costruito
ci divide irrimediabilmente e non
potrà più essere abbattuto.
Composta mercoledì 4 gennaio 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: margherita1

    Il vuoto

    Tutto è rimasto così immobile
    e fermo come tu l'hai lasciato.
    L'armadio e i cassetti vuoti
    confermano quel silenzio
    così insolito che picchia in testa.
    Non apro le finestre
    per non far uscire il tuo
    odore che hai dimenticato
    di portare via,
    Il letto ancora sfatto
    conserva il tuo sonno,
    il bicchiere sul tavolo
    dove ha bevuto l'ultima volta,
    tutto ancora parla di te,
    eppure non sento i soliti rumori.
    Tutto tace.
    È rimasto solo fermo nell'aria,
    il tonfo forte della porta che
    hai sbattuto andandotene,
    non hai lasciato nulla
    che faccia pensare al ritorno.
    Hai dimenticato solo di
    portare via me, che resto
    muta davanti al vuoto
    con cui dovrò fare i conti.
    Composta mercoledì 4 gennaio 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: margherita1

      Com'è bella la sera!

      Seduta sul vecchio gradino
      col naso in sù guardo la notte,
      intorno nel buio si sentono
      i rumori del bosco.
      Le stelle si sono date appuntamento
      tutte insieme stanotte e pulsano
      sprofondate nel blu.
      La luna diffonde quel chiarore
      che si perde alla vista,
      a far luce nel buio solo le lucciole
      che si rincorrono gioiose
      e la sigaretta accesa che mi localizza
      con un puntino rosso tra loro.
      L'aria si è fatta fredda e si posa
      sulle mie spalle accaldate.
      Tutto dorme, tutto riposa,
      la natura ha lavorato duro
      tutto il giorno e ora tace appagata.
      Inutile porsi domande
      davanti a tanto stupore.
      Aspiro il profumo di quel silenzio
      così assordante.
      Spengo la sigaretta con cura
      e vado a dormire.
      Dalle persiane aperte tutto
      il cielo è racchiuso nel riquadro
      della finestra.
      I grilli laggiù lontano cantano
      al mio sonno sereno e mentre
      si chiudono gli occhi ormai vinti
      nel buio penso a domattina
      a quando il primo raggio di sole
      mi troverà qui svegliandomi
      con l'aria fresca del mattino.
      Composta sabato 31 dicembre 2011
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: margherita1

        La lacrima

        Lo sguardo si fa liquido
        l'azzurro si perde nel grigio,
        dei miei occhi,
        le immagini si deformano
        lentamente fino a perdere
        i loro contorni.
        Le ciglia si affannano a
        trattenere quella piccola
        forza ondosa che ora preme
        con più vigore.
        E poi prepotentemente
        senza alcuna autorizzazione,
        si insinua lenta,
        si attarda un attimo solo
        come a controllare il percorso,
        si sporge pericolosamente
        sul bordo e poi decide
        di lasciarsi andare.
        Ecco ora la lacrima
        scende adagio come
        sciatore provetto, solca
        una guancia, curva sull'angolo
        della bocca, poi si arresta.
        Piccola, brillante nata da
        madre Tristezza e padre Rimpianto
        di una vita che dura
        un battito di ciglia
        che ti spazza via.
        Composta sabato 31 dicembre 2011
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: margherita1

          Non ci sei mai stato

          Si racconta ciò che si conosce
          ed io di te non so nulla,
          eppure potrei parlare di te
          per ore e ore,
          inventando vocaboli nuovi
          creati nella mia mente malata
          solo per raccontare di te,
          potrei ritagliare come piccole foto
          ogni tua espressione
          e farne un'album da sfogliare
          per non perdere ogni sfumatura
          di quell'emozione che non sai,
          e poi per non perderti nel tempo
          seguirti in quei luoghi dove tu sei
          e che non vedrò mai,
          ma basterà sentire un luogo un nome
          ed io accoccolata nel ricordo che svanisce
          sfogliando il tempo passato
          tornerò là dove ancora sei.
          Composta lunedì 19 dicembre 2011
          Vota la poesia: Commenta