Poesie di Franca Mercadante
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.
Il rumore del silenzio
Sshhh!... non parlare.
Lascia questo silenzio
sospeso tra noi.
Fermalo solo un attimo.
Fa che io possa riempirlo
di mille pensieri,
inventare un amore,
dargli il significato
che sento.
Lo senti questo silenzio?
Solo il mio battito
lo disturba.
È così perfetto
il tuo volto immobile,
la tua bocca che
ancora deve schiudersi,
mi fa immaginare
di sentire le parole
che vorrei.
I tuoi occhi ancora chiusi
mi fanno sperare
che quando si apriranno
vedranno il mio viso
specchiato d'amore.
Ancora un attimo
e l'incanto si spezza.
Il silenzio si riempe
di mille rumori.
Poggio un dito
sulle tue labbra.
Sshh!... non parlare
se non puoi dirmi
ciò che voglio sentire,
allora sarò io a parlare
e ti racconterò
la storia di un amore
nato nel silenzio
che non può più tacere.
Cuore matto da legare
Un colpo forte...
come un gong
che chiama a raccolta.
Si arresta sospeso...
un istante infinito.
Riprende due battiti
in un ritmo solo...
Scappa veloce
come rincorso...
Si affanna sotto
il corto respiro.
Ora batte, ribatte,
si dibatte...
Poi decide,
si arresta,
ci ripensa...
Riprende
la sua folle corsa.
Si espande
vuole uscire
dalla gabbia...
Perde il passo,
lo riprende
soffiando esausto...
Si comprime
in uno spasmo...
Batto un pugno
forse si riprende...
Lo so amore bello,
ti sembro matta
e matta ormai
io sono, ma di te.
Batte il cuore
insieme a me
tutti e due
matti da legare
sol per te.
Le nuvole
Ogni persona persa nel mondo
porta sul capo la sua nuvola.
Nessuno la vede, nessuno la sente.
L'uomo peloso con voce rabbiosa
che perde bava tra i denti perduti,
ha una nuvola nera, gonfia di pece
a forma d'orco sul capo si posa.
La giovane donna seduta sul prato
abbraccia giunchiglie con bocca di rosa,
sui riccioli d'oro gioiosa e lieve
volteggia la nuvola di zucchero filato.
Quel bimbo appena arrivato,
sorride nel sonno del giardino fatato
sul bianco cuscino il ricamo più fine,
su lui veglia la sua nuvoletta
bianca di latte, tonda a biscotto.
Poi guardo in alto cerco la mia
allungo la mano per vedere se c'è
la tocco e ha una strana forma,
a punta di sotto, tonda dai lati.
Non riesco a indovinare,
ma certo mi guardo allo specchio!
E vedo un cuore di un rosso brillante
sospeso nell'aria come un palloncino
panciuto e grasso d'amore,
sorride al mio volto trasognato!
La stazione
La stazione tace di voci
a quest'ora della notte.
La luce fioca tra i binari
mi nasconde alla vista
dei viaggiatori assonnati.
Quanta vita ci può stare
dentro una valigia?
Ieri era pesante di speranza
stanotte è leggera come una piuma.
Ho ho lasciato tutto lì
non voglio altre zavorre.
Nulla che possa ricordare
una giornata da dimenticare.
Laggiù nella città che dorme
dormi anche tu accanto
ad un posto vuoto.
Lo stridere dei freni,
il treno spalanca le sue porte
mi spaventano come occhi bui.
Ancora uno sguardo indietro.
Ora scorrono veloci le luci,
dal finestrino pezzi di case,
ritagli di strade , campi deserti.
Tutto tace eppure ti sento
dormire tra lo sferragliare
del treno.
Caro pino
Caro vecchio Pino,
hai il nome di un amico
e da sempre amico sei.
Quando c'incontrammo
ero una bimba che
batteva le mani felice
davanti a te.
Eri vestito a festa
tra mille luci e lustrini.
In alto posai una stella
pendeva un po' di lato,
ma era il tocco
per renderti più bello.
Accanto a me in
quei giorni di festa,
aprimmo doni,
mangiammo dolci e
brindato al nuovo anno.
E poi quanto tutti i
tuoi amici venivano
portati a morire.
ti caricammo sulle spalle.
Abbiamo scavato nel profondo
della terra fredda perché
tu potessi nutrirti.
Ti abbiamo lasciato lì
con tanti amici intorno,
più grandi perché si
prendessero cura di te.
Ora abbiamo la stessa età,
ma quanto sei cresciuto più di me,
quanta forza hai sotto
il peso della neve.
Quanto ristoro danno i tuoi
lunghi rami all'ombra.
E non c'è giorno che
aprendo le finestre,
tu non muova le tue fronde
come a dirmi "Grazie"