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Scritta da: margherita1

Il lungo viaggio

Apro la valigia vuota.
Metto dentro il mio coraggio.
Prende poco spazio.
Metto dentro la paura.
Tutta dentro non ci può stare.
Metto dentro la speranza.
La pigio in un angolo.
Metto dentro una scatola di lacrime.
La poso in fondo per dimenticare.
Il maglione infeltrito.
Solo lui mi può scaldare.
Un sacchetto si sorrisi.
Mi potrebbero servire.
Le mie scarpe preferite.
D'ora in poi voglio solo ballare.
Spingo dentro tutta la mia rabbia.
Non la voglio dimenticare.
Piego con cura il mio orgoglio.
Senza non ce la posso fare.
Chiudo la valigia zeppa con fatica.
Troppo peso da portare.
Dinanzi il lungo viale
conto i passi che separono
il prima dal dopo.
Penso a dove posso andare.
Una musica mi gira nella testa.
... destinazione Paradiso...
Non so dove si trovi
ma passo dopo passo ci arriverò.
Composta venerdì 25 maggio 2012
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    Scritta da: margherita1

    Vivere

    Voglio vivere
    a lungo, per sempre.
    Voglio innaffiare la mia mente
    con pensieri d'amore
    perché la mia anima cresca
    virtuosa e rigogliosa.
    Voglio vivere nel presente
    non perdere un attimo
    del futuro incerto.
    E se il mio vivere
    porterà dolore
    ben venga, ciò
    acuirà i miei sensi,
    mi terrà desta la notte
    in cui non sprecherò
    tempo nel sonno.
    Farò delle lacrime fiumi
    in cui bagnarmi,
    del dolore pasto mattutino
    e poi lo dimenticherò
    vivendo senza passato.
    Terrò giovane il cuore
    amando le sue rughe
    e sarà bello il mio volto
    di donna senza tempo.
    Composta venerdì 28 settembre 2012
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      Scritta da: margherita1

      Poetando

      Quando quell'alito d'aria
      sfiora la nuca e
      un brivido d'impulso
      sale da chissà quale dedalo
      nascosto tra mente e cuore,
      allora mi sento poeta,
      ma nessuna parola
      anche la più congeniata
      rasenta quello stato
      imprescindibile dalla sensazione
      che neppure svuotando l'anima
      potrei tradurre in versi.
      Allora fallisce il mio essere poeta
      essendo mediocre agli occhi altrui,
      o forse è più poeta chi architetta
      in bell'effetto una menzogna?
      Mai fu compreso il genio
      e il poeta si consola,
      ma il genio invece affanna,
      mai appagato dalla sua creatura,
      tradito dal suo stesso dire
      che mai è ciò che vorrebbe.
      Convertire dolore o gioia
      in concreto effetto di lettura
      che appaia tra le righe
      tutto il suo sentire e poi
      svuotato nelle membra
      lasciarsi andare attendendo
      nuovamente dell'anima il sospiro.
      Composta lunedì 30 dicembre 2013
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        Scritta da: margherita1

        Sbadatamente io

        Ce la metto tutta per cambiare
        ma non so più cosa fare.
        Sono nata un po' sbadata
        sulle nuvole sdraiata.
        Non sono come l'altra gente
        che sa far finta di niente.
        Combino guai a non finire
        nonostante mi sforzi di capire.
        Mi succede molto spesso
        di scontrare un bicchiere
        che di certo va a cadere
        proprio contro la bottiglia
        e succede un parapiglia.
        Il vino vola nella minestra,
        il piatto dalla finestra.
        Non l'ho mica fatto apposta,
        non riesco a star composta!
        Non parliamo del guidare,
        con l'auto non posso andare
        con la certezza di ammazzare
        venti pedoni sulle strisce pedonali
        con manovre irrazionali.
        Oppure a far benzina
        con sei auto ferme in fila,
        le tampono tutte in blocco
        e combino un 48.
        Il mio istinto me lo dice
        che non sarò mai felice,
        in questo mondo così perfetto
        non c'è posto per il mio difetto.
        Sono nata singolare,
        nel dire e nel pensare,
        ma a farle in abbinata
        è un'impresa disperata.
        Un po' artista un po' svagata
        quasi sempre smemorata.
        Anche in gaffes sono perfetta
        ne infilo una doppietta.
        E adesso sul finire
        mi dovrò anche pentire
        di aver sbagliato nome a un funerale
        salutando uno che stava solo male,
        e alla figlia che partoriva in Primavera
        ho consigliato una pancera.
        Che pasticcio ho combinato!
        Ma ditemi, chi di voi
        non ha mai sbagliato?
        Composta giovedì 20 settembre 2012
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          Scritta da: margherita1

          Il prode guerriero

          Il mio amore ha un grande appetito
          primo e secondo ben condito.
          Preparo per lui tavola apparecchiata
          con cristalli, candele, tovaglia ricamata.
          Piatti di spaghetti con frutti di mare,
          vongole, cozze, gamberi da assaporare.
          Poi con fare ammiccante gli propino
          appena sfornato un bel branzino.
          Annaffio tutto con vino frizzante
          fresco, fruttato del Levante.
          L'insalata sul finire la più raffinata
          appena raccolta, tutta colorata.
          Il dolce poteva mancare?
          Crema, panna, cioccolato fondente
          ciliegine, meringa, sciroppo bollente
          sotto Pan di Spagna e Maraschino,
          è un po' magro il poverino!
          Infine un caffè forte corretto
          in tazza calda ben ristretto,
          con Brandy di marca, invecchiato
          in fine porcellata e zuccherato.
          A dirla tutta lo voglio viziare
          indurre la sua gola a mangiare,
          farlo sentire sazio e appagato
          so che lui dopo me ne sarà grato.
          Quindi mi attardo nella mia vestizione
          tra pizzi, merletti sarò un'apparizione.
          Mi rimiro fiduciosa del mio aspetto
          poi mi sdraio seducente sopra il letto.
          Lo chiamo con voce aggraziata
          suono melodioso di una donna innamorata.
          Non sente il mio Prode Guerriero?
          alzo un po' la voce con tono severo.
          che sia diventato sordo al mio richiamo?
          eppure lui sa quanto l'amo!
          Impensierita mi precipito di sotto
          sento uno strano rumore provenire dal salotto:
          un misto tra un grugnito e un fischio d'animale
          anzi un verso orribile e infernale.
          Oh Cielo! Mi spavento pensando a quale creatura
          misteriosa può aver prodotto la natura,
          invece giace allungato sui cuscini del divano
          il Prode Guerriero che scuoto invano.
          Russa e sbuffa come un trattore
          io grido Amore! Amore!
          Ma a nulla serve il mio gridare
          per stanotte mi devo rassegnare,
          domani sera, di primo un bel brodino
          di secondo soltanto un formaggino.
          Composta domenica 5 agosto 2012
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