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Scritta da: Violina Sirola

Caro Babbo

Caro Babbo mio, tu sei un
pinocchio – hai un naso lungo
lungo – io sono un somarello, il mio
amico Lucignolo non ce l'ha fatta
è morto. Io sono di legno, perciò
sono più forte.

Babbo, il grillo mi dà noia
dagli una martellata. Hai detto che
la mafia non cerca la giustizia
ha Dio dalla sua parte.

Caro Gesù Bambino, tu sei
figlio di Dio, io sono un somarello, la soma
è la mia croce, perciò sono di legno.
Tu non dici bugie, diventerai grande
allora sarai Dio. Diglielo alla fatina
"Pinocchio non vuole
diventare un vero
bambino, fatto di carne e ossa.
Preferisce il cuore del suo
ciliegio in fiore".
Composta mercoledì 16 dicembre 2009
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    Scritta da: Violina Sirola

    Padri nudi

    Tolgo ai padri la parola, vedo
    il mare inquinato, le foreste
    devastate, un sole malato
    la morte regalata.

    Rispetto la memoria di chi
    ha amato la natura, non l'ha
    adulata. Rifiuto l'ideale
    che trasforma la vita
    in tragica farsa, "l'eco delle Parole
    sublima l'olocausto".

    La Parola dei padri è servita
    da filo
    ed è arrivata a noi
    per seminare morte.
    Ora, taglio il filo, i nostri padri
    nudi
    reclamano pudore
    portano grande amore per il luogo natio
    per la luce del sole, per i sogni d'amore.
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      Scritta da: Violina Sirola

      Ansia

      La tristezza ha segnato di grigio
      l'orizzonte, nell'oblio
      del presente
      l'ansia del divenire m'accompagna.
      Vedo le mille luci che
      danzanti, spettro passato corre
      nella mente;
      non ansia avvolge chi compiuto
      ancora
      ripete il divenire
      nel presente.

      Attimo ingordo, ingoia
      strozza il tempo. Sole
      non tramontare
      tutto presente, niente passato
      nulla che divenga.
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