Scritta da: Violina Sirola

Cronaca

Racconto di popoli scalzi - ribelli, di mercanti
di morte;
di un bimbo nato in una carretta di mare
la mamma travolta, stanotte;
la brutta avventura di guerra,
la Libia in rivolta. Elenco i sequestri
di beni alla mafia,
i morti per droga,
i danni del mare, la radio sussulta
trasmette: è buio in Giappone.

Italia sei bella!
sul mare c'è un vecchio
che tira la corda, è una fune
legata alla luna
riflette sul mare il sorriso
"sinistro" di un viso stirato
- è arte -
nasconde la faccia sua
oscura la spesa
del gioco
- un azzardo - Se tira più forte si spezza la fune?
Racconto:
è nata una bimba in una carretta
sul mare sorgeva l'aurora
la luna non c'era.
Flavia Ricucci
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    Scritta da: Violina Sirola

    La beffa per ovviare al danno

    Era così intenso il verde
    prato, da non stingere al sole.
    Vi abitava Pecora Nera, dai bianchi
    suoi vicini l'erba non c'era.

    Viro-silente, capo branco
    bianco, in una notte di luna piena
    tenne consiglio rapido e astuto:
    "i nostri figli ormai sono stremati
    cadono i denti ruminando a vuoto.
    L'erba ci fugge, noi la raggiungiamo".

    Una nuvola, densa
    di sospiri, coprì la bianca
    luna; fu buio pesto nel sordo
    ruminare.

    Stava Martino in mezzo al prato
    verde, sognava una dolce
    agnellina. Viro-silente, rapido
    all'istante, prese la preda e
    corse dai compagni
    saziati, a sbafo, con l'erba del vicino.

    "Amici miei, dobbiamo
    ringraziare il nostro
    Dio. Offriamo in sacrificio
    questo agnello".

    Così Martino, dal nero
    mantello, bruciò senza pietà
    nella fornace; il fumo della legna
    ancora verde, intriso dell'odore
    di bruciato, salì nel cielo e si dispose attorno
    la faccia tonda della luna piena.

    Pecora Nera, quando fu mattino,
    si accorse che non c'era il suo
    Martino. La rabbia in corpo, colore
    della pelle, decise di recarsi dai vicini.

    Viro-silente non era ancora sazio
    brucava l'erba in sogno; fu interrotto
    da un belato, straziante e senza fine. Pensò
    alla beffa, per ovviare al danno
    prese dal gregge, suo, un agnellino
    gli tinse col tizzone il bianco vello

    "Vedi quel cactus - disse il gran
    montone - unica pianta nell'arida
    valle, ha protetto dai lupi
    il tuo Martino".

    Una nuvola, gravida
    d'inganno, uno scroscio di pioggia
    aprì all'istante, lavando il nero
    fumo al vello bianco.

    Viro-silente non perse l'occasione
    mise il timbro solenne e
    sentenziò: "Miracolo!
    Per trovarlo al buio della notte
    occorreva fosse bianco
    il tuo Martino".

    Da quel giorno, Pecora nera
    non mangiò che "fogli"
    lo spazio verde fu arso dal sole.
    Flavia Ricucci
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