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Scritta da: Violina Sirola

Mutazioni

Voglio essere un angelo
e volare – se mi avanza cibo
lo porterò all'altare. lucifero
lo muterà in denaro
Bla Bla Bla... e ci sarà la guerra!

Sono un angelo-bambina
il salvadanaio lo destino
alla ricerca
– Per la guerra?
– ORRORE!
è pieno dei soldini
dei regali di Natale.
Per la Pasqua ho ritagliato
una fessura nell'uovo – ho inserito
una moneta – ho cercato la sorpresa
"c'est l'argent qui fait la guerre"
EUREKA.
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    Scritta da: Violina Sirola

    Concerto

    La musica
    nel vento porta la nostalgia, suoni
    di versi: il miagolio dei gatti
    sopra i tetti, il guaito di un cucciolo
    disperso. - Buon giorno -
    annuncia il gallo, l'usignolo
    legge
    sullo spartito della vita, canta
    il mio dramma.
    La musica mi avvolge, è
    nostalgia
    ho un groppo in gola
    piango, tiro su il naso.
    Ricordo: un filo d'erba in mano
    poggiato sulle labbra, è musica
    nel fiato; grido
    il mio concerto
    libero nel vento, chiusa
    tra queste mura.
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      Scritta da: Violina Sirola

      Padri nudi

      Tolgo ai padri la parola, vedo
      il mare inquinato, le foreste
      devastate, un sole malato
      la morte regalata.

      Rispetto la memoria di chi
      ha amato la natura, non l'ha
      adulata. Rifiuto l'ideale
      che trasforma la vita
      in tragica farsa, "l'eco delle Parole
      sublima l'olocausto".

      La Parola dei padri è servita
      da filo
      ed è arrivata a noi
      per seminare morte.
      Ora, taglio il filo, i nostri padri
      nudi
      reclamano pudore
      portano grande amore per il luogo natio
      per la luce del sole, per i sogni d'amore.
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        Scritta da: Violina Sirola

        Casa Circondariale

        Vento, asciugami il sudore freddo, scivola
        sulla pelle al buio tra le sbarre di ferro.

        Non cancellare il giorno, dove la luce
        a strisce scava dentro il cervello.

        C'è l'ora d'aria, è un'aria stagnante nella Casa
        Circondariale. Raccontami Vento, raccontami i miei

        errori, che io possa espiare fuori dalle prigioni.
        Portami in cella gli odori di casa, gli schizzi di salsedine

        spumosi – bianchi – intatti. Succhiami
        a mulinello attraverso le sbarre, polvere tra le dita

        soffiami! Entrerò nella zolla davanti casa mia, dopo
        un bagno di pioggia, mi affaccerò alla vita.
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