Poesie di Filippo Pirro
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Polittico
Invola il vento già i capelli d'oro
dell'estate e una resta ti sorprendo
d'avena, in filigrana a ricamare
la chioma tua pensosa sul mistero
palpitante nel grembo.
La tua dolcezza mesta di madonna
senese del trecento mi seduce
nel polittico d'oro d'un pagliaio
deserto, ove tua madre illuminava
una pepita d'oro di gallina
a gridare il miracolo nell'alba
e tu bambina e le sorelle in corsa,
le stelle e i sogni infranti d'allegria.
Ma pure quell'arista nei tuoi ricci
è un ago che trafigge il tuo sorriso
e gonne nere mi evochi velandomi
la fiaba, e ventri gonfi lungo i solchi
e cuori in pena al respiro di culle,
talami diacci di vedove bianche
a baciare esangui
labbra di carta.
E non più dea ti miro ma sorella
di pena in questo viaggio,
Anna che stai per darmi il terzo grido
di fede nella vita, mentre il vento
invola già i capelli dell'estate.
MiniMinor UD 859773
A chii-iì
sorriderò... Leali in terzinato
dal mangianastri
sulla spalla di lui perduta lei
col pendulo peluche a dirgli
ti amo
ad ogni sbalzo della provinciale
Poi Baglioni a tenerli stretti stretti
e Battisti coi versi di Mogol
cosa vuol dir sono una donna ormai
e l'assurdo
di un urlo
in Kawasaki
che piomba deragliando sul lunotto
Un rallenty di fari anabbaglianti
le luci che sognavano nel duomo
una sirena l'organo ed il coro
la notte ha preparato
mentre d'un telo bianco li ricopre
e di stelle
sposando i due peynet
sul talamo d'asfalto
in casto petting.
dal libro "Come un granello di sabbia - Raccolta" di PensieriParole Staff