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Scritta da: Desafinado64

Teu nome ignoro. Teu perfil deslembro

Teu nome ignoro. Teu perfil deslembro.
Tuas palavras esqueci.
Era manhã, nevoeiro, era Dezembro,
Quando te achei e te perdi.
Sonho ou relembro?

Não sei. Era manhã e o nevoeiro
Envolvia o que havia e o que eu pensava,
Como um falso refúgio derradeiro
Do que em parte nenhuma estava.
Sonho, prolixo e inteiro,

Mas se, nas teclas tua mão errar,
Assim, despida de ser tua, sei
Que talvez poderia achar
Entre o que não pude encontrar
Aquilo que não acharei.

Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?

Non so. Era mattina e la nebbia
Nascondeva quello che c'era e quello che pensavo
Come un falso estremo rifugio
In nessuna parte del quale io stavo.
Sogno, prolisso e intero,

Ma, se tra i tasti la tua mano vagasse,
Così, spogliata dell'esser tua, io so
Che forse potrei trovare
Tra quello che non ho potuto incontrare
Quello che non troverò.
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    Scritta da: Desafinado64

    O que Me Dói não è

    O que me dói não è
    O que hà no coração
    Mas essas coisas lindas
    Que nunca existirão...

    São as formas sem forma
    Que passam sem que a dor
    As possa conhecer
    Ou as sonhar o amor.

    São como se a tristeza
    Fosse árvore e, uma a uma,
    Caíssem suas folhas
    Entre o vestígio e a bruma.




    Quel che mi duole non è
    Quello che c'è nel cuore
    Ma quelle cose belle
    Che mai esisteranno.

    Sono le forme senza forma
    Che passano senza che il dolore
    Le possa conoscere,
    O sognarle l'amore.

    Come se la tristezza
    Fosse albero e, una ad una,
    Le sue foglie cadessero
    Tra il sentiero e la bruma.
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      Isole Fortunate

      Quale voce viene sul suono delle onde
      che non è la voce del mare?
      È la voce di qualcuno che ci parla,
      ma che, se ascoltiamo, tace,
      proprio per esserci messi ad ascoltare.

      E solo se, mezzo addormentati,
      udiamo senza sapere che udiamo,
      essa ci parla della speranza
      verso la quale, come un bambino
      che dorme, dormendo sorridiamo.

      Sono isole fortunate,
      sono terre che non hanno luogo,
      dove il Re vive aspettando.
      Ma, se vi andiamo destando,
      tace la voce, e solo c'è il mare.
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        Scritta da: Desafinado64

        Quem sonha mais?

        Chi sogna di più, mi dirai —
        Colui che vede il mondo convenuto
        O chi si perse in sogni?

        Che cosa è vero? Cosa sarà di più—
        La bugia che c'è nella realtà
        O la bugia che si trova nei sogni?

        Chi è più distante dalla verità —
        Chi vede la verità in ombra
        O chi vede il sogno illuminato?

        La persona che è un buon commensale, o questa?
        Quella che si sente un estraneo nella festa?
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          Scritta da: Elisa Iacobellis
          Dietro quella finestra
          la cui tenda non muta
          situo la vista di lei
          che l'anima studia in sé stessa
          nel desiderio che la rivela.

          Non ho difetto d'amore.
          Chi m'ami non manca.
          Ma altro sapore avrebbe,
          se ciò accadesse all'interno
          di quella alta finestra.

          Perché? Se sapessi, avrei
          tutto che avere desidero.
          Amai un tempo la Regina,
          e c'è sempre nella mia anima
          un trono da occupare.

          Ogni volta che posso sognare,
          ogni volta che non vedo, situo
          il trono in quel luogo;
          oltre la tenda il focolare,
          oltre la finestra il sogno.

          Così, passando, intreccio
          l'artificio della strada
          e un poco di me m'oblio.
          Poi più nulla chiedo alla vita,
          tranne d'esserne il vicino.
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