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Scritta da: Desafinado64

Quando era jovem, eu a mim dizia

Quando era jovem, eu a mim dizia:
Como passam os dias, dia a dia,
E nada conseguido ou intentado!
Mais velho, digo, com igual enfado:
Como, dia após dia, os dias vão,
Sem nada feito e nada na intenção!
Assim, naturalmente, envelhecido,
Direi, e com igual voz e sentido:
Um dia virà o dia em que jà não
Direi mais nada.
Quem nada foi nem è não dirà nada.


Quando ero giovane, dicevo a me stesso:
Come passano i giorni, a giorno a giorno,
E niente di ottenuto o progettato!
Più vecchio dico, con ugual fastidio:
Come, uno dopo l'altro, i giorni vanno,
Senza nulla di fatto e nulla nell'intenzione!
Così, naturalmente, invecchiato
Dirò, e con ugual voce e senso:
Un giorno verrà il giorno in cui ormai
Non dirò più niente.
Chi niente fu né è non dirà niente.
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    Scritta da: Robertyna Superbyna
    Non sto pensando a niente,
    e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
    mi è gradita come l'aria notturna,
    fresca in confronto all'estate calda del giorno.

    Che bello, non sto pensando a niente!

    Non pensare a niente
    è avere l'anima propria e intera.
    Non pensare a niente
    è vivere intimamente
    il flusso e riflusso della vita...
    Non sto pensando a niente.
    È come se mi fossi appoggiato male.
    Un dolore nella schiena o sul fianco,
    un sapore amaro nella bocca della mia anima:
    perché, in fin dei conti,
    non sto pensando a niente,
    ma proprio a niente,
    a niente...
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Grandi misteri abitano

      Grandi misteri abitano
      la soglia del mio essere,
      la soglia dove esitano
      grandi uccelli che fissano
      il mio tardivo andar aldilà di vederli.

      Sono uccelli pieni di abisso,
      come ci sono nei sogni.
      Esito se scandaglio e medito,
      e per la mia anima è cataclisma
      la soglia dove essa sta.

      Allora mi sveglio dal sogno
      e mi rallegro della luce,
      seppure di malinconico giorno;
      perché la soglia è paurosa
      e ogni passo è una croce.
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Questo

        Dicon che fingo o mento
        quanto io scrivo. No:
        semplicemente sento
        con l'immaginazione,
        non uso il sentimento.

        Quanto traverso o sogno,
        quanto finisce o manco
        è come una terrazza
        che dà su un'altra cosa.
        É questa cosa che è bella.

        Così, scrivo in mezzo
        a quanto vicino non è:
        libero dal mio laccio,
        sincero di quel che non è.
        Sentire? Senta chi legge.
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