Poesie di Fausto Feltrinelli
Questo autore lo trovi anche in Indovinelli, in Frasi & Aforismi, in Umorismo e in Frasi per ogni occasione.
La mia sera
Ormai innevate son le tempie mie
e pelato è il capo,
la viril gioventù m'ha ormai lasciato,
rughe copiose avvizziscono il mio viso.
Ma ci vuo altro per adombrare il mio sorriso.
Della dolce vita,
non è molto il tempo che mi resta.
Ma il pensier che mi sovvien
non mi rattrista,
nella consapevolezza che nel venir
del mio trasloco,
molta parte di me avrò lasciata in loco,
della quale, figli e nipoti
ne faran tesoro,
ed io sarò sempre con voi
tramite loro.
T'ho ritrovata, ormai a tarda sera
Vagai per l'aere alla ricerca d'un cherubino; Invano.
Deluso, perduta ogni speranza venni a Gargnano.
Quivi sorpreso, qual dolce scherzo arcano
ne incontro uno dal dolce volto umano,
Andavi a passo svelto, quasi in fuga
sembravi voler sfuggir il passar del tempo
per paura che ti regalasse qualche nuova ruga
notai che non era più il tempo di ballar il samba
eri bisognosa purtroppo della terza gamba.
Alzando gli occhi notai sul dolce viso
Due perle belle e calde incastonate a modo
Pronte a regalar spontaneamente un bel sorriso,
nascente da un caldo cuor degno di lodo.
Tosto, chiusi gli occhi, ed in un turbinio di mente
Godendo dell'apparizione di cotal figura.,
forse per un felice scherzo di natura
o forse per il grande amor che il tuo cuore infiamma
io vedo in tè la dolce esil figura della tua cara mamma.
Nuda, al cospetto di Dio per rivestirti a festa
Donna; tu che del mercenario sesso sei l'indicibil tempio
trova il sentier che ponga fine all'improrogabil scempio
e ti possa ricondur linda e felice, qual rinata
in quell'esistenza dolce e cara che ti fu data
dalla tua genitrice con tanto amor quando sei nata.
Al fine giusto che ti possa riportar ancora in alto,
al fin che tu possa riguadagnar il tuo rispetto,
io volgo al Redentor questo mio canto:
e lo grido con tutto il vigor che tengo in petto
Dimmi o Signor, Tu che tutto puoi,
Tu che dicesti di accudirci come figli tuoi,
per qual motivo Tu hai dato il permesso
di poter tanto separar l'amor dal sesso
fa si che il tutto venga espresso con calore
e che non si possa coniugar sesso senza amore.
Evviva la natura
È bello tra amici ravvivare la memoria,
e parlare un po' della nostra storia,
quando gli unici detersivi in cucina
erano qualche foglia spinosa e la spolverina.
Quando si usava la cenere per il bucato,
eri sicuro che nulla veniva inquinato.
Quando il vino si faceva nelle piccole cantine,
prima che la scienza invantasse tante polverine;
C'era anche allora la scuola di cantina;
senza andare a Padova, la si imparava in cascina,
Il papà era il maestro, il nonno il professore,
ti insagnavan a pigiar ed a dargli il bollore.
Il vino allora lo si beveva e non faceva male,
oggi se non stai attento, finisci all'ospedale.
Pensate che una volta se ti sentivi giù
il dottore ti incitava a berne un po' di più
La scienza ed il progresso ci facciano i piaceri:
di lasciar la natura come era ieri,
perché lei con noi è sempre generosa,
se gli facciamo torto diventa dispettosa.
Piccole nostalgie, cari ricordi
Ieri era la vita, era la realtà,
oggi son tutti ricordi, è questa la verità.
I ricordi ti fanno rivivere tanti momenti,
rammentandoti una infinità di sentimenti.
I ricordi felici che mi parlan d'amore
li coltivo nel cuore, li coltivo come un fiore,
i ricordi brutti li voglio dimenticare,
perché sono come erba cattiva, erba da estirpare.
La struttura del mio cuore non ha confini,
c'è tanto spazio per tutti i miei vicini;
Il sole del mio amore, scalderà la terra
e porterà l'estate anche a chi è in guerra.
Sempre avanti senza cambiare idea.