Scritta da: Fabio Piscicelli

LA GIUSTA STAGIONE

So che più non vivrò.
In quale istante certo non so,
so quando non vorrei, però.
Per esempio nei meriggi
di questi giorni di febbraio,
freddi di vento e freschi di nevaio.
C'è una luce adagiata, arancia,
che riscopre le cose qui d'intorno,
pei raggi fugaci del sole vicino
sulla nostra azzurra trottola
in curva di fine inverno.
Nunzio è persino un arco in cielo,
che dopo la pioggia breve
fa di gocce pinte un velo.
Indugi di primavera a venire,
del periodo estivo poi a seguire.
Lunghi, caldi, calmi giorni quelli.
Attesi, quindi ancor più belli.
Cader ai piedi della duna,
di sabbia che scende al mare,
e non potersi rialzare...
la luce rossa tra la pelle,
che cala sulle larghe pupille,
e sensi d'incanti lì a svanire...
no, non è la stagione
(neanche questa)
per morire.
Fabio Piscicelli
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    Scritta da: Fabio Piscicelli

    Diamanti

    Se ne stanno caldi, e se ne stanno cheti,
    nel buio profondo di presse pareti.
    A volte si fan cavare al mondo,
    e si fan tagliare a tondo,
    a far da stella dietro gran cassa,
    quando la luce ben li trapassa.
    Mentre la vita invecchia e passa,
    per quelli in carne e ossa,
    per loro no, ché di supremo carbonio,
    ché per sempre splendono.
    Dannati a bellezza, sottratti al demonio,
    a morte mai s'arrendono.
    Fabio Piscicelli
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