Poesie di Ettore Grimani

Nato lunedì 21 luglio 1969 a ROMA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Ettore Grimani

La creatività

La creatività è un dono
è nel folle, è nel sangue
è nel credere all'universo che mi parla
è nel confidare i miei segreti al foglio che ho davanti.
È un attimo di genio
è nel vedere cose che nessun altro può capire.
Non si impara
non si insegna.
Emozione senza fine
è abbandono e rifugio
un malessere senza cura
è necessità improvvisa
è nei colori del mio mondo.
È perdersi senza più aver bisogno di tornare
perché in questa scintilla d'infinito
che mi accoglie e mi protegge
io,
io,
sono tra le braccia di Dio.
Ettore Grimani
Composta mercoledì 30 aprile 2014
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    Scritta da: Ettore Grimani

    Il mio dolore

    Nessuno sa
    quello che ho nel cuore
    il dolore che uccide ogni fiore
    e brucia ogni desiderio
    solo terra sconsolata
    senza ombra
    e senza mare,
    foglia d'autunno
    senza più ramo dove abitare.
    Nessuno sa
    che nascosto da tutto il mondo
    lacrime allagano i miei passi
    e non ho pace in questa terra
    né rifugio che mi possa riparare
    che guardo il cielo, ma non c'è un Dio
    che mi possa consolare.
    Nessuno sa
    che il mio giorno è fatto di fantasmi
    che chiudo gli occhi
    ma non vanno via.
    La pioggia cade
    ed io sprofondo
    sabbie mobili nel vento
    la mia voce non ha più canto.
    Nessuno sa
    che io muoio ad ogni passo
    nascosto tra le nuvole
    il paradiso è una sensazione fragile,
    eco di un pianoforte
    che non può più suonare.
    Nessuno sa
    quanto è grande il mio cuore
    e nell'ipocrisia della speranza
    mi allontano nella nebbia
    nell'esilio dei ricordi
    perché un piccolo paese contiene il mondo intero
    e dal cemento che ricopre ogni cosa
    un giorno,
    non so quando, non so dove
    nascerà ancora un fiore.
    Ettore Grimani
    Composta sabato 30 novembre 2013
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      Scritta da: Ettore Grimani

      La condizione umana

      Esistiamo
      follia della memoria
      equilibristi sul sottilissimo filo della vita
      teso tra un arrivo e una partenza
      senza sapere da dove arriviamo
      senza conoscere dove andremo
      senza comprendere perché siamo qui.
      Il vento è impetuoso
      portiamo dentro l'energia della creazione
      ma il sangue è come l'acqua
      e il nostro pensiero limitato
      per questo abbiamo inventato i confini
      i nostri occhi non contemplano l'infinito.
      Abbiamo inventato un Dio
      che ci elevasse dal resto degli animali
      ma camminiamo confusi
      ed inventiamo storie
      per oscurare il dolore di una realtà deludente
      dimenticando
      che alla fine del viaggio nessuno ci accompagnerà.
      La luce sarà fragile
      e le fate, ombre nella nebbia.
      Il rimorso delle stelle
      oscurerà la notte
      l'anima, fiore in un sospiro
      danzerà nel silenzio
      e ci ritroveremo soli e nudi
      al cospetto della verità,
      e la vita diventerà memoria
      e la memoria diventerà ricordo
      e del ricordo non rimarrà
      che cenere caduta.
      Ettore Grimani
      Composta venerdì 15 agosto 2014
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        Scritta da: Ettore Grimani

        Angeli di Gaza

        Ho visto piangere Dio
        mentre i suoi angeli
        raccoglievano la mia anima confusa e smarrita.
        Non lasciate la mia mano
        è buio, ho freddo.
        Giro giro tondo quanto è bello il mondo,
        poi un sibilo ha violentato il cielo azzurro.
        L'urlo della mia casa giace
        sepolto da macerie che non possono essere consolate
        la polvere oscura il sole
        poi il silenzio del vento.
        Papà, mamma, dove siete?
        I miei piedi danzano tra sconosciute ombre.
        L'aratro si sfalda sulla terra livida
        mentre una pala scava una buca senza fondo.
        Una striscia dove abitare senza identità, dove giocare senza futuro, una striscia dove la strage degli innocenti continua, è una striscia di follia.
        Anche la stella che ha conosciuto l'orrore dell'olocausto
        ha perso la sua purezza.
        L'antica preda si è fatta cacciatore,
        l'agnello il nuovo mietitore.
        Il mare è naufrago.
        Riposano anche i ifiori ed il giardino è senza sentimento,
        spento e violato da questo tormento.
        Il lino che veste il mio corpo
        non è un fresco vestito pieno di colori
        ma un triste sudario che mi avvolge
        e tiene insieme i miei resti.
        Mi nutrivo di amabili carezze
        ora l'orizzonte non ha più domani.
        Gli uomini sono marionette di cartamarcia
        soldatini di piombo senza colpa, ma sicuramente senza amore.
        Vedo piangere Dio
        mentre i suoi angeli
        raccolgono la mia anima smarrita.
        L'aquilone è distrutto al suolo
        e la mia mano immobile
        raccoglie le sue lacrime.
        Ettore Grimani
        Composta giovedì 31 luglio 2014
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