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Scritta da: Enzo Di Maio

Mai beato in vita

Che tu sia santo oppur ladrone
non ti verrà mai data terrena assoluzione
loderanno tutti la tua vita
ma solo quando questa sarà finita
e tutti, con falsa benevolenza,
piangeranno la tua assenza.

Non sperar che questo avvenga prima,
perché per quanto grande sarà la tua lotta
per tutti sarai sempre e solo
un gran figlio di mignotta.
Composta martedì 8 luglio 2014
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    Scritta da: Enzo Di Maio

    Lettera ad un pallone

    Con te è stato sempre amore,
    per te in fondo sono nato.
    Grazie per avermi educato e sfamato,
    grazie per avermi insegnato la vita,
    grazie per avermi donato amicizia e compagnia,
    grazie per la gioia mai finita.

    Grazie anche per il dolore,
    per le lacrime versate,
    grazie perché niente nella vita è facile
    e un sorriso arriva sempre dopo il difficile.

    Grazie perché unisci e porti un po' di pace,
    In questa povera terra
    dove non esiste giorno senza guerra.

    Grazie compagno, fratello e amico mio,
    non parli ma non sei mai stato un illusione.
    Hai scritto la mia vita
    caro vecchio splendido pallone.
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      Scritta da: Enzo Di Maio

      Ridatemi me

      Così' lontano mi appare quel passato,
      a molti sconosciuto, oramai così lontano,
      per altri aleatorio, nella mente appena accennato.
      Per me che l "ho vissuto, un mio che mi hanno tolto
      e mai più" ridato.

      Quanto rimpianto mi provoca la strada,
      che non esiste più',
      come fosse stata cancellata,
      sommersa da un mare di lamiere con le ruote,
      prima offesa e poi assassinata.

      Quanto mi far star male
      non poter chiamar più Mario da sotto il suo portone
      gridando ad alta voce:
      "Ahò, viè giù e mettete er costume,
      er mare è grosso, c'è sò le cavallone,
      s'annamo a fà du tuffi giù' ar fognone".
      Mario non c'è nemmeno più', se ne è andato,
      e non c'è più nemmeno "er fognone",
      è sparito, adesso è tutto cementato.

      Che rabbia mi procura questa odierna vita,
      ci si conosce e ci si parla per procura,
      con un "click", come se fosse natura.
      Quanto disprezzo vorrei gridare dal profondo
      a questo grigio e insulso mondo.

      Ridatemi il mio sorriso,
      ridatemi la felicità della nostra dignitosa povertà.
      Ridatemi un po' di strada
      e l'emozione di dare due calci ad un pallone,
      ridatemi la paura di tornare a casa con le scarpe rotte,
      di sentir strillare la mia mamma
      e quella di prendere un po' di botte.

      Ridatemi il gusto di rompermi un ginocchio
      o di prendere una gomitata dentro un occhio.
      Ridatemi la fetta di pane e mortadella
      e tenetevi pure questa cazza di nutella.

      Ridatemi i prati incolti
      con gli alberi e le chiome fiere
      e abbattete le assassine ciminiere.

      Ridatemi Topolino, Nembo Kid e Paperino
      e non mettete nella culla di un bambino
      come primo dono un fottuto telefonino.

      Ridatemi il mio popolo, la nazione felice
      che ora vive nella frustrazione
      divorata dalla globalizzazione.
      Ridatemi il frutto delle nostre mani stanche
      liberato dall'usura delle banche.

      Liberatemi da tutta questa malsana tecnologia,
      da questa odiosa frenesia.
      Ridate ai ragazzini la gioia di una età' normale
      che era quella di scoprire il sesso
      sparandosi una sega dentro il cesso
      su un pelo di fica appena intravisto e pure male
      sopra un foglio di giornale.

      Ridatemi me, e datene un po' a chi è venuto dopo,
      che non sa come viveva Mario.
      Aiutali e non condannateli all'illusione,
      al grigio, a un folle ordinario.

      Riposa bene amico mio
      e non me fa er coione,
      quando arrivo vedi da famme trovà er fognone.
      Composta sabato 5 luglio 2014
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        Scritta da: Enzo Di Maio

        Canzone mai nata

        Io che non scrivevo poesie ma canzoni
        e regalavo ad altri tenere emozioni.
        Io che in un sol giorno ho perduto mezza vita
        e assieme a lei tutte le illusioni.

        Io che passavo ore sopra i tasti
        e mi son trovato solo,
        perdendo sogni, speranze e fasti.

        Io che tengo i miei ultimi versi chiusi,
        nascosti nel profondo di un cassetto
        dove scritto avevo,
        "sarà per sempre, giuro, lo prometto.

        Io che nel pentagramma assieme ad un Fa Mi Re Fa Do
        ho lasciato lo spazio per una nota sola
        che mai aggiungerò.
        Composta domenica 29 giugno 2014
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          Scritta da: Enzo Di Maio

          Rose e gramigna

          Ho estirpato la gramigna dal mio campo,
          al suo posto ho piantato una bianca rosa,
          ma la gramigna e ' cresciuta ancora
          ed ha ucciso la mia rosa.

          Ho estirpato ancora la gramigna dal mio campo,
          al suo posto ho piantato una gialla rosa
          ma la gramigna, una volta ancora, è tornata
          ed ha ucciso la mia rosa.

          Ho tolto ancora e ancora la gramigna dal mio campo
          e questa volta ho piantato una scarlatta rosa,
          forte, come non mai, e con spine grandi e arcigne,
          ma la gramigna è tornata e ancora, ancora, ancora
          ha ucciso la mia rosa.

          Del perché ho chiesto al saggio contadino:
          "vecchio, perché la gramigna uccide le mie rose?"
          "E tu", con aria seria rispose al mio dilemma,
          "non uccidi forse la gramigna per far posto alle tue rose?"

          "Se la rosa ha la sua terra la gramigna ha la sua terra,
          dai al tuo seme la giusta terra e questo ti donerà il suo fiore"
          "a tutti in questo mondo è assegnato un ruolo,
          e niente nel disegno del creato e'superfluo o sprecato.
          Se la rosa ti donerà' bellezza ed i suoi odori
          la gramigna lenirà' e curerà il tuo spirito e i dolori.
          Composta sabato 14 giugno 2014
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