Scritta da: Enzo Di Maio

Utopia

Nel mio mondo c'è tanta pace,
nel mio mondo c'è solo pace
e la vita è tutta mia.
Qui nessuno parla,
il silenzio non è ' un opinione
qui nessuno parla
e non si conosce il rombo del cannone.

Nel mio mondo si vive nell'altrui rispetto,
nel mio mondo si onorano in pace
Gesù Cristo, Allah e Maometto.

Nel mio mondo ci sono campi di fiori immensi
dove le api producono miele
e onorano la Regina.
Nel mio mondo c'è
Il libero Stato di Palestina.
Le api producono miele,
e i bambini arabi giocano con quelli di Israele.

Nel mio mondo c'è pace
e c'è anche tanta allegria
che rimarrà solo e sempre mia.

Non bussate mai alla mia porta,
non vi aprirà nessuno,
vi troverete appeso solo un biglietto
con su scritto un avvertimento:
"silenzio, andate via, questa è casa mia
e il mio nome è utopia".
Enzo Di Maio
Composta lunedì 14 luglio 2014
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Enzo Di Maio

    Te damo

    Nun passa giorno alcuno
    che "te damo" dal governo
    nun te dica qualcheduno.
    Sta cosa comincia a preoccupamme un pochettino,
    che to da dì
    a me me pare de sta sempre peggio
    e de nun vede mai na ceppa,
    ma forse sarò' io che so ' cretino.

    De sicuro sto "de damo"
    me procura na brutta sensazione
    perché nun c'è matina
    che nun m'arzo strano
    e con un gran dolore,
    proprio dietro ar deretano.

    Er "te damo" è un po'
    come quanno te dicheno che piove,
    magari ce piano pure
    ma nun c'azzeccano mai n'dove.
    Enzo Di Maio
    Composta sabato 12 luglio 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Enzo Di Maio

      Mai beato in vita

      Che tu sia santo oppur ladrone
      non ti verrà mai data terrena assoluzione
      loderanno tutti la tua vita
      ma solo quando questa sarà finita
      e tutti, con falsa benevolenza,
      piangeranno la tua assenza.

      Non sperar che questo avvenga prima,
      perché per quanto grande sarà la tua lotta
      per tutti sarai sempre e solo
      un gran figlio di mignotta.
      Enzo Di Maio
      Composta martedì 8 luglio 2014
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Enzo Di Maio

        Lettera ad un pallone

        Con te è stato sempre amore,
        per te in fondo sono nato.
        Grazie per avermi educato e sfamato,
        grazie per avermi insegnato la vita,
        grazie per avermi donato amicizia e compagnia,
        grazie per la gioia mai finita.

        Grazie anche per il dolore,
        per le lacrime versate,
        grazie perché niente nella vita è facile
        e un sorriso arriva sempre dopo il difficile.

        Grazie perché unisci e porti un po' di pace,
        In questa povera terra
        dove non esiste giorno senza guerra.

        Grazie compagno, fratello e amico mio,
        non parli ma non sei mai stato un illusione.
        Hai scritto la mia vita
        caro vecchio splendido pallone.
        Enzo Di Maio
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Enzo Di Maio

          Ridatemi me

          Così' lontano mi appare quel passato,
          a molti sconosciuto, oramai così lontano,
          per altri aleatorio, nella mente appena accennato.
          Per me che l "ho vissuto, un mio che mi hanno tolto
          e mai più" ridato.

          Quanto rimpianto mi provoca la strada,
          che non esiste più',
          come fosse stata cancellata,
          sommersa da un mare di lamiere con le ruote,
          prima offesa e poi assassinata.

          Quanto mi far star male
          non poter chiamar più Mario da sotto il suo portone
          gridando ad alta voce:
          "Ahò, viè giù e mettete er costume,
          er mare è grosso, c'è sò le cavallone,
          s'annamo a fà du tuffi giù' ar fognone".
          Mario non c'è nemmeno più', se ne è andato,
          e non c'è più nemmeno "er fognone",
          è sparito, adesso è tutto cementato.

          Che rabbia mi procura questa odierna vita,
          ci si conosce e ci si parla per procura,
          con un "click", come se fosse natura.
          Quanto disprezzo vorrei gridare dal profondo
          a questo grigio e insulso mondo.

          Ridatemi il mio sorriso,
          ridatemi la felicità della nostra dignitosa povertà.
          Ridatemi un po' di strada
          e l'emozione di dare due calci ad un pallone,
          ridatemi la paura di tornare a casa con le scarpe rotte,
          di sentir strillare la mia mamma
          e quella di prendere un po' di botte.

          Ridatemi il gusto di rompermi un ginocchio
          o di prendere una gomitata dentro un occhio.
          Ridatemi la fetta di pane e mortadella
          e tenetevi pure questa cazza di nutella.

          Ridatemi i prati incolti
          con gli alberi e le chiome fiere
          e abbattete le assassine ciminiere.

          Ridatemi Topolino, Nembo Kid e Paperino
          e non mettete nella culla di un bambino
          come primo dono un fottuto telefonino.

          Ridatemi il mio popolo, la nazione felice
          che ora vive nella frustrazione
          divorata dalla globalizzazione.
          Ridatemi il frutto delle nostre mani stanche
          liberato dall'usura delle banche.

          Liberatemi da tutta questa malsana tecnologia,
          da questa odiosa frenesia.
          Ridate ai ragazzini la gioia di una età' normale
          che era quella di scoprire il sesso
          sparandosi una sega dentro il cesso
          su un pelo di fica appena intravisto e pure male
          sopra un foglio di giornale.

          Ridatemi me, e datene un po' a chi è venuto dopo,
          che non sa come viveva Mario.
          Aiutali e non condannateli all'illusione,
          al grigio, a un folle ordinario.

          Riposa bene amico mio
          e non me fa er coione,
          quando arrivo vedi da famme trovà er fognone.
          Enzo Di Maio
          Composta sabato 5 luglio 2014
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di