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Scritta da: Enzo Di Maio

Se le stelle sono nere

Non credo più alle favole,
vedo la realtà dell'età'
quella che ci costringe a guardare.
Vedo me, quello vero
non vedo la copia di me
o di quello che una volta ero,

Vedo gli altri, quelli veri,
quello che oggi sono
e non quelli di ieri
che dicevano essere ciò che non sono.

Vedo chi predica al gregge,
chi si spaccia per Pietro,
ma non edifica chiese,
non diffonde amore,
regala fuoco, invoca terrore.
La gente gli crede
e la pace distrugge.

Popolo imbelle, senza retaggio
che cerca le stelle per trovare coraggio,
stelle non gialle, oramai spente
trasformatesi in nero carbone,
colore funesto di passato tremendo,
macchiato di sangue, carico d'odio,
senza emozione.

Popolo che segue come gregge belante
la fatua cometa,
come le altre fatta di ghiaccio,
ma con le sembianze che l'appaiono
come insulso e ignobile pagliaccio.

Non è la stella che annuncia
la lieta novella,
Il bambino che nacque
ha lasciato le stalle
perché l'odio globale
gli ha rotto le palle.
Composta sabato 16 agosto 2014
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    Scritta da: Enzo Di Maio

    Ti ho detto no perché

    Ti ho detto no perché
    così grande è questo amore
    che fuggirò per sempre da te
    e dalla luce dei tuoi occhi.

    Ti ho detto no perché
    potrei donarti solo me stesso
    ma ti porterei anche le mie tristezze,
    le mie angosce
    ed i mie cupi vuoti sentimenti.

    Ti ho detto no
    perché tu sei una stella,
    un dono celeste,
    ed il buio del mio niente
    spegnerebbe il tuo splendido sorriso
    e mi rimane almeno un soffio,
    seppur poco,
    della mia perduta dignità,
    quel tanto appena sufficiente
    per non voler alterare
    la volontà del paradiso.
    Composta giovedì 7 agosto 2014
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      Scritta da: Enzo Di Maio

      C'era una volta

      Hanno inventato le favole
      perché non si può dire ad un bimbo
      che il lupo cattivo non muore mai,
      che non è vero
      che tutti vissero felici e contenti
      e che la vita porterà anche pene e tormenti.

      Hanno inventato le favole
      perché no si può' dire ad un bimbo
      che non esiste un bosco fatato
      e neanche un castello incantato
      dove Lancillotto non ha una spada,
      un giavellotto e un prode destriero
      ma mitra, bombe e carro armato
      che riempiono di vittime ogni sentiero.

      Hanno inventato le favole
      perché anche chi le legge
      ha bisogno di una minima illusione
      che lo tenga almeno un solo istante
      lontano da tanta distruzione.

      Hanno inventato le favole
      per il bimbo che hai creato
      ma anche per te,
      per quella parte di fanciullo
      che mai ti ha abbandonato
      e che ancora leggendo spera
      che vinca il bene,
      forse un giorno, un mattino,
      o una sera.
      Composta mercoledì 23 luglio 2014
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        Scritta da: Enzo Di Maio

        Utopia

        Nel mio mondo c'è tanta pace,
        nel mio mondo c'è solo pace
        e la vita è tutta mia.
        Qui nessuno parla,
        il silenzio non è ' un opinione
        qui nessuno parla
        e non si conosce il rombo del cannone.

        Nel mio mondo si vive nell'altrui rispetto,
        nel mio mondo si onorano in pace
        Gesù Cristo, Allah e Maometto.

        Nel mio mondo ci sono campi di fiori immensi
        dove le api producono miele
        e onorano la Regina.
        Nel mio mondo c'è
        Il libero Stato di Palestina.
        Le api producono miele,
        e i bambini arabi giocano con quelli di Israele.

        Nel mio mondo c'è pace
        e c'è anche tanta allegria
        che rimarrà solo e sempre mia.

        Non bussate mai alla mia porta,
        non vi aprirà nessuno,
        vi troverete appeso solo un biglietto
        con su scritto un avvertimento:
        "silenzio, andate via, questa è casa mia
        e il mio nome è utopia".
        Composta lunedì 14 luglio 2014
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          Scritta da: Enzo Di Maio

          Te damo

          Nun passa giorno alcuno
          che "te damo" dal governo
          nun te dica qualcheduno.
          Sta cosa comincia a preoccupamme un pochettino,
          che to da dì
          a me me pare de sta sempre peggio
          e de nun vede mai na ceppa,
          ma forse sarò' io che so ' cretino.

          De sicuro sto "de damo"
          me procura na brutta sensazione
          perché nun c'è matina
          che nun m'arzo strano
          e con un gran dolore,
          proprio dietro ar deretano.

          Er "te damo" è un po'
          come quanno te dicheno che piove,
          magari ce piano pure
          ma nun c'azzeccano mai n'dove.
          Composta sabato 12 luglio 2014
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