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Scritta da: Enzo Di Maio

A Sissi

Oggi non è che sia successo tanto,
è solo morto un gatto.
A chi vuoi che importi se mi sento spoglio
e che pianga tanto, come avessi perso un figlio.

La mia Sissi non c'è più
ed è come se fossi morto anch'io,
questo dolore, che mi squarcia dentro,
è solamente mio.
Per gli altri non è che sia successo tanto,
è solo morto un gatto.

Ciao tesoro mio,
speriamo che esista veramente un Dio,
che sia generoso, che ti accolga
e ti offra un buon riposo.

Ciao, tesoro mio,
speriamo che esista veramente un Dio,
che ami anche questo suo figlio un po' dubbioso,
che perdoni i miei peccati,
che sia misericordioso,
e mi permetta,
anche se non mi vorrà in paradiso,
di rivederti, fosse pure un solo istante,
per dirti grazie, ciao, ti voglio bene.
Per me sarà importante, ritroverò un sorriso.
(enzo di maio)
Composta venerdì 24 gennaio 2014
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    Scritta da: Enzo Di Maio

    Forza annamo, tra poco arivotamo

    Forza, annamo che mo c'ariprovamo.
    C'è bisogno de rifà la giunta.
    Quell'altra, dopo n'anno, già s'é rotta.

    In città se nota un gran fermento,
    c'è n'esercito de candidati
    che basterebbe a governà cinquanta stati.

    "Io sò bravo", "io di più",
    "Io sò uno che assai conta,
    puro se sò n'gran fjo de na mignotta.
    "Io in vita mia nun ho mai lavorato,
    ma c'ho un grande elettorato.
    Semo un mare de parenti.
    Sò er perfetto candidato.


    "Io nun sò nemmeno scrive
    ma a chi voi che je frega
    se nun sò capace a fa na sega".

    "Io l'artranno ero fascista,
    mò sò diventato comunista
    ma nun è che me so ravveduto,
    rischiavo de nun esse più mantenuto.

    "Io risolverò la grana der carbone e dell'inquinamento,
    giuro, spergiuro e lo prometto.
    Combatterò contro Caio e contro Tizio puro se dall'ENEL
    ce pio da sempre er vitalizio".

    Poraccia sta città,
    c'è tanta gente che nun c'ha ritegno e in un momento
    te passa dar Padre nostro
    a Maometto.
    E che tristezza adè sta giostra.
    L'anima de li mejo mortacci vostra!
    Composta sabato 18 gennaio 2014
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      Scritta da: Enzo Di Maio

      Io sono nato ieri

      Io sono nato ieri
      e di sicuro ci ho provato
      a cambiare questo mondo disastrato.

      Io sono nato ieri
      e non ero solo, eravamo tanti,
      i fiori di una gioventù,
      oramai svanita, che non c'è più.

      I fiori che allora venivano armati
      e partivano soldati
      per andare a morire in guerra
      dall'altra parte della terra.

      I fiori che appassivano in Vietnam
      in Cambogia in altre parti,
      per appagar la cupidigia dei potenti.

      Io sono nato ieri,
      e che ne sa oggi la gente
      se quelli che son tornati
      li chiamavano drogati.

      Che ne sa la gente
      che l'eroina te la dava l'esercito
      l'aviazione e la marina.
      "Non avrai paura e ti sentirai più forte"
      ma era come una condanna
      a morte.

      Che ne sa la gente
      di chi era ormai tutto sfasato,
      morto dentro, e mai più' rinato.

      Io sono nato ieri
      Ma l'orrore ancora dura,
      non è mai passato,
      la mente urla,
      ma fuori è come un lieve sibilo
      che si perde, tra l'assordante
      indifferenza della gente.

      Ancora oggi nulla è cambiato,
      il cannone tuona,
      solamente si è spostato.
      L'ultima speranza e'che la terra
      gira, e gira, gira, gira
      un giorno ritroverà la rotta
      e si possa viver alfine in pace,
      con amore e senza lotta.
      Composta domenica 12 gennaio 2014
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        Scritta da: Enzo Di Maio

        Quando mi chiamerai papà

        Ti guarderò mentre dormi
        e quando sogni,
        Mi nutrirò di insonnia nelle notti
        e come musica ascolterò i tuoi pianti.

        Osserverò i tuoi primi passi
        e riderò ogni volta che cadi e ti rialzi
        cercando un equilibrio
        con quei minuscoli piedini scalzi.

        Registrerò di te ogni istante,
        ogni momento scruterò le tue labbra
        ed ogni suono che ne uscirà
        e piangerò di gioia quando diverrà realtà
        il giorno che pronuncerai "papà".
        Composta giovedì 2 gennaio 2014
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          Scritta da: Enzo Di Maio

          Faccia come a casa sua

          Povero popolo mio, sei nato rassegnato,
          sò passati secoli, e t'hanno
          sempre dominato.

          Tedeschi, Francesi, Saraceni e Papalini
          qui pe tutti è stata festa
          e mai na vorta sei riuscito
          a arzà la testa.

          Stai sempre ad aspettà che piove
          ma na pianta, se nun jè dai acqua
          prima o poi te more.

          Nun sei mai stato fiero
          e te sei sempre consegnato a lo straniero.
          Nun hai ritegno e dignità
          e manco t'accorgi che te stai a suicidà.

          Te venni er voto ad ogni intruso fanfarone
          che s'arricchisce e t'ammazza,
          de fumo e de carbone.

          Pe te er concittadino
          è sempre stato un gran cretino,
          un deficiente che nun sà fà niente,
          ar contrario der forestiero
          che è bello, bravo e intelligente.

          E qui te devo dà pure ragione,
          è vero, ce capisce
          ma t'ha fatto sempre
          er culo a striscie.

          Continua così. me raccommanno,
          e nun te preoccupà, nun c'avè fretta,
          er piatto ormai è voto
          e nun ce poi fà neppure la scarpetta.
          Composta lunedì 23 dicembre 2013
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