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Scritta da: Enzo Di Giovanni

Monti della Laga

Che ingorgo i gorgo, che scende
tra rupi e dirupi a valle, ruggendo,
ansimando, soffrendo,

Zampilli tra rosa mirtilli,
si placa, po vaga leggiadro
tra prati, violette, villette.

Colata d'argento, riflessi tra
messi d'oro, che coro!.
Fanciulli, trastulli, prati fioriti, viti.

Cammina leggiadro, contento,
crescendo, il gorgo, che sgorga
felice, ai piè d'Amatrice.
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    Scritta da: Enzo Di Giovanni

    Sospiri

    La casetta in primo piano
    rosso il tetto c'è un villano
    più in la campi vigneti
    ed i filari con le reti.

    L'alba rosa mattutina
    s'è svegliata stamattina
    ancor prima della brezza
    a mostrar la sua bellezza.

    Neri uccelli in lontananza
    sopra l'onda e la paranza
    vengon verso l'obiettivo
    come fa in posa un divo.

    Aria tersa raggi d'oro
    osservo il gran capolavoro
    che si mostra ad occhi attenti
    ed a cuori assai presenti.

    Rapito ascolto il mare
    come in fiaba par sognare
    il pensiero mi proietta
    dolce labbra e camicetta.

    I suoi occhi due zaffiri
    le carezze i sospiri
    poi la pace l'abbandono
    ed il ricordo del suo dono.
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      Scritta da: Enzo Di Giovanni

      Shoah

      Orde di cani randagi
      rapiti da assurdi miraggi
      sbranaron carni a brandelli
      di donne, bambini, fratelli.

      Ululati di assurde sirene
      il sangue gelato, le vene,
      i forni, le docce, i fumi
      la foto sbiadita, i lumi.

      La mano che sfiora il ricordo
      d'un viso che liso non scordo,
      sorriso forzato d'un cuore spezzato,
      il tempo passato, l'amore rubato.

      Eran tanti non era uno
      il binario il ventuno,
      mi rivedo pur bambino
      ero gracile e mingherlino.

      Il campo imbiancato
      sfocato il filo spinato,
      gli occhi gonfi dal pianto
      le orme dividono il manto.

      Il pugno che stringe la gonna
      mio padre, mia madre, la nonna,
      son passati sessant'anni
      le ferite, il vuoto, i danni.
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