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Scritta da: Enzo D.

Il vecchio

Aspettare chi è sicuro che torna non è attesa, è amore.
Chi è sicuro che torna non va mai via.

Sotto la quercia in cima al sentiero
sul masso che sorregge la croce,
c'è un vecchio seduto,
con ai piedi un cane accucciato.
Avvolto nell'enorme pastrano,
con la folta chioma canuta
che sfugge al cappellaccio sformato,
le mani nodose sul bastone usurato
sorreggono il mento e la lunga candida barba.
Gli occhi umidi ma ancora cerulei,
incalzati da sopraciglia e da rughe,
perduti sulla vallata ormai brulla.

Silente, immoto, sembra di gesso
- Salute a te buon vecchio, che fai?
Senza distogliere lo sguardo sospira:
- Aspetto!
- Cosa aspetti qui, alla pioggia, al vento, al gelo?
- Aspetto la Primavera.
Lo so che è ancora lontana
ma mi basta sapere che un giorno verrà.
Aspetto, passerà il letargo del mondo,
anche se ammucchia un altr'anno ai già tanti,
sotto quest'albero,
su questa pietra, sotto questa croce.
E'la mia speranza, la mia preghiera.
Il viso rugoso rimase di gesso
ma negli occhi umidi brillò una luce:
- e finora è sempre venuta.
Composta lunedì 21 settembre 2009
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    Scritta da: Enzo D.

    Le mie poesie

    Povere umili creature,
    belle come agli occhi del padre le figlie,
    ma in realtà non so come sono.
    Ma so cosa sono.
    Amiche fidate, confidenti pazienti
    sempre disposte ad ascoltarmi,
    senza contraddire i miei deliri,
    senza ridere dei miei sogni grotteschi.
    Fioche candeline
    che nella notte della solitudine
    illuminano il cuore, steso lì, sulla pagina.
    Voci tolte alla mente per far parlare l'anima
    affacciata su spiragli di irrealtà, di sogni,
    su marcite di rimpianti, scorci di speranze.
    Faville del rogo di sensazioni,
    che cova nei recessi cupi dell'essere,
    sprizzate alla luce e spentesi sulla carta,
    per catturare e lenire emozioni.
    Storie di un attimo, di un giorno... una vita,
    nate non per raccontare un libro
    ma per riempire un cuore spogliato.
    Ali di silenzi gravanti, parole erranti,
    rifugio sereno di pensieri smarriti,
    manine giunte per le mie preghiere.
    Complici innocenti dei miei stessi peccati.
    Composta lunedì 21 settembre 2009
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      Scritta da: Enzo D.

      Vivrò

      Tu eri quell'età che non ho mai avuto,
      una stagione che non ho mai vissuto,
      un sorso d'acqua senza una fontana,
      una luce senza una candela.
      Che me ne faccio di sorrisi e gioie,
      di fiori profumati, cieli azzurri, verdi prati
      che ti sei portati via?
      Mi basta che la pioggia non mi bagni,
      il sole non mi bruci, il freddo non mi geli.
      Le tue mani sono quel soffitto.
      O sei quel ciocco che arde nel camino
      o quella lanterna appesa all'abbaino.
      E dico quiete il mio silenzio mesto
      e pace la mia solitudine romita,
      acque amare che batte ma non fende
      il remo inutile di pensieri alla deriva.
      E consumerò l'audacia di frutti nuovi
      raccolti quasi acerbi ancora,
      la voluttà di un desinar bollente,
      la lussuria di un buon bicchier di vino.
      Una sigaretta da baciare lentamente.
      Il dormiveglia sereno di preghiera.
      Ed è già notte.
      Composta venerdì 23 gennaio 2009
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        Scritta da: Enzo D.

        Settembre

        E venne Settembre, araldo d'autunno,
        schernendosi in nebbie pudiche,
        messaggi agli alberi
        di prepararsi a svestire.
        Foriero di malinconiche piogge,
        commiato all'estate che va,
        cadendo sui fiori sbocciati
        nel tempo di infuocate follie.
        Quanti idilli intrecciati
        alla fonte dell'oziosa calura.
        Se era paglia a bruciare
        sarà cenere di un'abbronzatura.
        Ma se bruciano le travi dell'anima,
        il cuore non sarà una foglia che cade,
        spente le fiamme resterà la brace
        che scalderà per il prossimo freddo,
        a volte... per tutta la vita.
        Composta lunedì 31 agosto 2009
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